Meno stress, più tempo lo smart working ora piace

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Sono la bellezza di 36 i milioni di km al giorno (la metà dei quali in auto) che lo smart working può fare risparmiare ai lavoratori. Si tratta ovviamente di una media. Non solo, ma 3000 tonnellate di CO2, 7000 chilogrammi di ossidi di azoto e 600 di polveri sottili sono le emissioni evitabili con la diffusione del lavoro a distanza in Italia, in forma di smart working o del più tradizionale telelavoro. È quanto emerge dallo studio Euromobility sui mesi di lockdown.
Soddisfazione
Il 47% dei cittadini si dichiara molto soddisfatto dell’esperienza di lavoro agile e il 45% abbastanza soddisfatto. Il 37% vorrebbe mantenere lo smart working il più possibile, mentre il 52% si augura di poter continuare a praticarlo almeno qualche giorno a settimana. E, se consideriamo che il 68% degli interpellati ha dichiarato di utilizzare normalmente l’automobile per recarsi al lavoro, se non perderemo l’occasione, questo periodo potrà consegnarci città meno congestionate e una migliore qualità della vita e del nostro tempo.
Migliore vita
Incoraggiante il grado di soddisfazione espresso in relazione alla migliore conciliazione fra tempi di vita e di lavoro. Il fatto che l’80% dei lavoratori abbia risposto che lo smart working influenzi in meglio la conciliazione fra vita privata e vita lavorativa è un chiaro indice dell’aspettativa dei cittadini di continuare l’esperienza del lavoro a distanza.
Risparmio di tempo
Si stima che mediamente un lavoratore in smart working risparmi 32 minuti al giorno, con una percorrenza media giornaliera evitata di 8 km; i valori sono leggermente inferiori se si restringe il campo a coloro che utilizzavano il mezzo privato motorizzato per spostarsi, rimanendo tuttavia oltre la soglia delle 100 ore e dei 1.500 km risparmiati ogni anno.
Risparmio di traffico
I principali punti di forza del lavoro a distanza sono, oltre al contenimento dei costi per  lavoratore e datore di lavoro, la riduzione del traffico e degli impatti energetici. Il 70% ha dichiarato una riduzione dei costi di spostamento, riducendo di conseguenza anche lo stress da traffico: 34 minuti era il tempo medio di spostamento prima dell’emergenza sanitaria, con oltre il 45% che impiegava più di 30 minuti. I valori indicati fanno riferimento al solo spostamento di andata, quindi raddoppiandoli si ottiene una stima del tempo totale che quotidianamente si può evitare.
Futuro
«Con le dovute attenzioni ai diritti e al benessere complessivo del lavoratore - dichiara Lorenzo Bertuccio, presidente di Euromobility – non v’è dubbio che il lavoro a distanza, in forma di telelavoro o smart working, rappresenti una grande opportunità per le nostre città e la nostra qualità della vita».

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