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L'amico robot già vive tra di noi

Robot

«Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare...», e intanto noi umani vediamo sempre più robot prendere piede con naturalezza in mezzo a noi. Al Ces di Las Vegas tra le novità tecnologiche i robot la fanno da padroni, dal Robosen T9 programmabile a quelli che filtrano l’aria o si preparano a dare ordini alla casa domotizzata. E mentre si discute dell’impatto della robotica sul lavoro e sulla vita quotidiana, chi è cresciuto vedendo film e cartoni animati pieni di  futuribili robot si trova ora a poterne incontrare uno dietro l’angolo. C’è una costante sperimentazione in corso, e una corsa anche alla curiosità e alla possibilità di attirare l’attenzione, ma è anche vero che i robot umanoidi (e non parliamo delle macchine che servono a svolgere compiti lavorativi) sono ormai un dato comune. Ci sono tanti progetti per rendere semplici, efficienti e commerciali robot da compagnia, per i lavori domestici e per l’assistenza agli anziani. E ci sono progetti sperimentali più avanzati, come Atlas di Boston Dynamics, capace di fare un po’ di tutto, compresa la ginnastica. Ma che il tutto stia diventando normale lo dimostra una cosa: qua e là, i robot vengono licenziati. Il primo è stato un “commesso” a Edimburgo, che non capiva i clienti. Peggio è andata a un albergo giapponese che aveva solo robot: “personale” dimezzato per inadeguatezza.

Astronauta
Mentre la NASA annuncia che su Marte potrebbero andare dei robot umanoidi, l’androide Fedor è già realtà: il robot russo che tra l’altro capisce e riproduce il linguaggio umano ha pilotato la navicella Soyuz per l’attracco alla Stazione Spaziale.

Conduttrice
Noi abbiamo Robozao in Cina c’è Jiang Lailai, il robot che conduce alla pari con un umano un programma tv sulle nuove tecnologie. In onda dal 6 gennaio ha sbancato l’audience con estrema disinvoltura e rassicuranti gesti delle mani.

Artista
Ai-da è il primo robot umanoide artista, una ragazza mora con i capelli lunghi che disegna, dipinge e scolpisce. Ha un braccio robotico e disegna ciò che vede con una telecamera nell’occhio. Ha già tenuto una mostra personale all’Università di Oxford.

Lap dancer
Non mancano neanche le prime ballerine di lap dance robotiche.Sono entrate in scena al Sapphire di Las Vegas, uno dei club di spogliarello più famosi della città. I robot inglesi uniscono telecamere, parti meccaniche e parti di manichini.

Sexbot
Dalle bambole gonfiabili alle prostitute robot è stato unattimo. Ad esempio Harmony è una sex-doll dotata di intelligenza artificiale. Ne hanno parlato anche al “Congress on Love and Sex with Robots”, ed ha un profilo su una app di incontri.

Combattenti
I grandi guerrieri robot dell’infanzia di qualche anno fa - da Jeeg Robot a Goldrake a Mazinga - sono realtà. I robot militari sono persino più sofisticati, ma esistono “mech” come Kuratas che si affrontano in combattimenti internazionali fra robot.

Camerieri
Hanno esordito in un bar di Rapallo servendo ai tavoli. Sono due Xiao-Ai, automi realizzati in Cina, robot camerieri che una volta ricevuta la comanda vengono indirizzati tramite il touch screen per portare il vassoio direttamente al tavolo.

Robozao è diventato familiare in Italia grazie alla “conduzione” di Ballando con le Stelle. 
Pepper è un robot molto amato e diffuso, soprattutto come robot domestico. Ha lavorato anche da commesso, ma alla fine è stato “licenziato”.
ASIMO (Advanced Step in Innovative MObility) è il più celebre robot androide, dai movimenti fuidi, capace di correre e di tirare i calci di rigore.

E intanto nasce il primo avatar per visitare musei

In visita al museo con un avatar, un robot per aiutare i disabili con grandi difficoltà motorie, a poter godere delle bellezze dell’arte senza limiti pur restando a casa. 
Il Complesso di Santa Maria della Scala di Siena, proprio di fronte al Duomo, è da ieri il primo museo dotato di BrainControl Avatar, un servizio unico al mondo di accesso agli spazi espositivi dedicato alle persone con difficoltà motorie, che potranno così ammirare da remoto i prestigiosi ambienti museali e le importanti collezioni attraverso un alter ego robotico teleguidato.
Collegandosi da remoto a BrainControl Avatar sarà possibile pilotare l’avatar robotico per muoversi all’interno degli spazi in modo del tutto autonomo, osservare gli oggetti in maniera ravvicinata ed interagire con il pubblico presente. 
Realizzato dalla società Liquidweb srl, si tratta di un servizio avanzato di accessibilità, grazie al quale il Comune di Siena, con il contributo di Ubi Banca, pone il Santa Maria della Scala all’avanguardia nel campo dell’innovazione tecnologica e dell’inclusione sociale.
«Al mondo ci sono 20 milioni di pazienti con tetraplegie, oltre 3 milioni che non possono muovere nessun muscolo, nemmeno parlare. Da oggi si potranno collegare dalla propria abitazione al Santa Maria della Scala, dialogando con le loro onde cerebrali e muoversi nel museo attraverso l’avatar. È un orgoglio per noi che sia Siena la prima città a livello internazionale a lanciare questo progetto», ha detto il sindaco Luigi De Mossi. 
Il dispositivo integra differenti modalità di interazione, dal simulatore di mouse ai puntatori oculari, fino alla modalità Bci (Brain-Computer Interface), che interpreta e classifica le onde cerebrali generate dal movimento immaginato.

Osvaldo Baldacci

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