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Le Pen ha aperto un fronte “europeo”

Unione Europea

UNIONE EUROPEA Marine Le Pen conquista le prime pagine di tutto il mondo con il suo programma da candidata presidente francese: diffidenza verso l’euro, referendum per l’uscita dall’Unione europea, uscita dal comando integrato della Nato. La candidata del Front National ripete cose che ha sempre detto, ma nel 2017 vengono prese sul serio. Dopo la Brexit e l’elezione di Trump certi slogan sono diventati più credibili. Marine Le Pen è la paladina continentale delle “frontiere chiuse”, un modello che oltre-Manica e oltre-Atlantico si è concretamente affermato con vittorie elettorali. E chi ha assunto il comando, come Trump, ha dato seguito immediato e concreto alle promesse, suscitando molte divisioni e proteste ma in fondo conquistando consenso. In questo clima non è automatico che si crei un fronte istituzionale per sbarrarle la strada, e la Le Pen quindi potrebbe davvero vincere. Al momento i sondaggi la danno perdente al ballottaggio col senza partito Macron, mentre il conservatore Fillon ieri ha confermato di rimanere in corsa nonostante lo scandalo che lo ha azzoppato.

Sarà il 2017 l’anno orribile dell’Europa? Quello che segnerà la disgregazione dell’area euro e forse della stessa Unione Europea? Sul continente si addensano nubi minacciose e il primo lampo lo ha fatto brillare Marine le Pen scegliendo una retorica fortemente isolazionista per lanciare la sua campagna elettorale alle presidenziali che si terranno in Francia il 23 aprile. Il vento in poppa ai movimenti euroscettici e protezionistici viene anche dal loro legame ormai diffuso con Donald Trump, visto come un modello che concretamente si è realizzato, e con il presidente russo Vladimir Putin, che molti di questi movimenti considerano un riferimento. Dalla Francia, cuore dell’Europa, potrebbe arrivare il colpo più duro all’integrazione continentale. Ma non l’unico colpo né il primo. Ha cominciato la Gran Bretagna, che pur fa sempre un caso a sé e che nel prossimo mese dovrà mettere in pratica la Brexit, per la quale sta scegliendo la linea dura. E c’è anche l’Olanda, un Paese piccolo ma tra i fondatori della Comunità Europea e comunque rilevante anche dal punto di vista economico: gli olandesi andranno al voto il mese prossimo e in testa aisondaggi c’è ilpartito anti-euro, anti-islamico e anti-immigrati che promette un referendum per la Nexit, l’uscita dalla Ue. Ma anche la Germania andrà al voto, e non è immune alle spinte populiste. Il partito euroscettico ed islamofobo Afd è dato come terzo partito al 12%. Ma più significativo ancora è il fatto che la Merkel abbia rilanciato un’idea finora bandita, quella dell’Europa a due velocità. Tutte tensioni che si scaricano anche sui mercati, e che possono rilanciare la speculazione sui Paesi deboli: ecco la preoccupazione per la crescita dello spread in Italia. Paese a sua volta debole oggi per le incertezze politiche: si voterà o no anche da noi nel 2017?

GRAN BRETAGNA
Domani il Parlamento britannico darà il voto finale sulla Brexit. Per Londra la Ue è già il passato, ma quel che è più rilevante è che la premier May ha scelto l’uscita con la linea dura.

PAESI BASSI
Il  giorno X arriverà il 15 marzo, quando si terranno le elezioni olandesi. I sondaggi danno come primo partito il PVV Geert Wilders che vuole un referendum per uscire dalla Ue.

FRANCIA
Le possibilità che Marine Le Pen conquisti la presidenza fra il 23 aprile e il 7 maggio sono piuttosto alte. Nel suo programma un referendum per l’uscita dall’Unione e la separazione dalla Nato.

GERMANIA
I tedeschi andranno al voto il 24 settembre: al momento è testa a testa fra Merkel e Schulz, ma avanzano i populisti dell’Afd di Frauke Petry. Merkel di recente ha parlato di Ue a due velocità.

PAESI DELL’EST
La rotta balcanica dei rifugiati siriani ha fatto deflagrare la crisi nei Paesi est-europei, che guidati dall’Ungheria hanno chiuso le frontiere e contestato duramente Bruxelles.

ITALIA
Dopo lo stop alle riforme l’Italia ha un governo di cui è incerta la durata: non è chiaro se si voterà già quest’anno. Nel frattempo i sondaggi mostrano la crescita del fronte euroscettico.

OSVALDO BALDACCI

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