Scuola

Una scuola formato centro commerciale

#laverascuola

SCUOLA. A proposito del pacchetto-studenti previsto dal governo, ho dovuto fare i conti con una folla di perplessità e riflessioni. 
Gli studenti dovranno valutare i prof sulla base di indicatori quanto mai discutibili (puntualità, didattica, capacità espositiva). Mi chiedo se e quando verranno istituiti dei corsi per fornire agli studenti i mezzi per esprimersi in materia di valutazione. Chissà, magari diventerà una materia opzionale. 
Mi chiedo pure quanto gli stessi studenti saranno influenzati dal loro grado più o meno alto di soddisfazione nonché dal proprio successo-insuccesso scolastico. E poi mi viene pure da pensare all'immagine della scuola-centro commerciale, dove gli studenti-clienti (insieme ai genitori) sono chiamati a compilare il questionario del gradimento dei servizi.

Il curriculum
Veniamo al Curriculum dello studente. I ragazzi delle superiori degli anni terminali avranno la possibilità di personalizzare il proprio corso di studi, scegliendosi una parte delle materie da studiare. Mi chiedo - pur considerando positivo adeguare il percorso di studi alle attitudini degli studenti - quali saranno le materie più gettonate. Quelle da top ten, per intenderci. E quali quelle escluse. Mi viene in mente subito la domanda che spessissimo viene posta: «Prof, ma a che serve il latino»? 
E così penso a tante altre “povere” materie scolastiche che, in nome dell'abusato principio dello “a che serve?”, faranno la fine di Cenerentola: emarginate. 
MONICA CARTIA

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