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Manicomio footbal club Beethoven e il reggiseno

A questo punto si tratta di accanimento. Mentre gli occhi degli appassionati erano puntati sui campi della Serie A, ieri gli autori di Quelli che il Calcio hanno deciso di maltrattare un po’ la cultura. Come? Inviando Marika Fruscio e Max Bertolani alla mostra milanese su Klimt. E i risultati sono stati disastrosi. «Se so cos’è la sindrome di Stendhal?» si domanda l’allenatore di football americano «Si tratta di una formula!». Poi la situazione degenera quando Savino spiega alla “soubrette” che nello studio era appena partita la quinta sinfonia di Beethoven. «Va bene – risponde la Fruscio - ma io ho una quinta coppa d, quindi avete mandato qualcosa di inferiore».
Viva le doppie punteNell’anticipo di sabato la Roma sbanca il Bentegodi senza grattacapi. A rendere più pepata la trasferta, però, ci pensa Maicon che, dopo un recupero, manda a quel paese i compagni. Un gesto che lascia attoniti i tifosi, ma soprattutto Carlo Zampa, voce “faziosa” di Mediaset Premium. «Sì, ora ci manca solo che il brasiliano comincia a fare lo str…» sottolinea “The Voice” pensando di non essere in onda.  De Grandis, invece, usa temi cari all’universo femminile per commentare le scelte di Mazzarri. «Le doppie punte abbelliscono – garantisce - Icardi twitta di meno mentre Palacio segna di più». Vero top player dell’incontro, Claudio Onofri. La seconda voce prima sgrida Icardi, colpevole di un eccesso di egoismo, poi tira le orecchie a Bonaventura. «Deve crescere in fretta – lo pungola - perché, per usare un’espressione da bar, non è proprio di pelo». E pensare che saranno proprio loro due a decidere la partita. Di Marzio, avvolto da una giacca rosso mattone, chiede al talento atalantino: «Ma se tu ti chiamassi Bonaventurinho, avresti più mercato?». Al Ferraris una splendida Samp travolge un Verona con una difesa da cinepanettone. Ad impreziosire l’incontro ci pensano lo splendido assist di tacco dell’arbitro Calvarese per Renan e il racconto “epico” di Massimo Tecca: «La Sampdoria riempie di sé ogni angolo del campo». A Savino spetta il duro compito di rendere accattivante Bologna – Cagliari: «È il derby della pasta all’uovo: tortellini contro culurgiones». Perché una banalità non ha mai fatto male a nessuno.

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