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Roma e Juventus una storia infinita

Calcio.Rabbia e rimpianti. La domenica bestiale di Roma e Juventus è segnata da una “x” che, in questa stagione, è una sorta di anomalia per entrambe le squadre. All’Olimpico c’è il derby, la prima della classe gioca a Verona. I bianconeri vanno subito in vantaggio con Tevez per la gioia di Conte e dei tifosi laziali. La stracittadina, invece, non si sblocca. La Roma pressa, la Lazio tiene senza chiudersi troppo. Garcia e Reja si agitano a bordo campo, in piedi, spesso ululanti. La cornice è degna di un derby: curve piene, tifo, striscioni, sfottò e qualche petardo di troppo. Si invoca il gol all’Olimpico, ma quello di Gervinho nel cuore del primo tempo non viene convalidato per un fuorigioco di centimetri. Ne arriva invece un altro buono da Verona e lo sigla, ancora una volta, l’Apache. A fine primo tempo la zebra è a 62 punti, i lupi a 51. Meno undici e campionato andato. Ripresa. La Roma conquista campo e sicurezza, Reja toglie Keita e dà una chanche a Mauri che torna in campo dopo la squalifica per il calcioscommesse.
Conte furioso
A Verona non si annoiano: Toni infila Buffon e rianima i suoi. Verona 1 – Juve 2. Conte sbuffa e getta in mischia Osvaldo che non perde tempo: palo e un gol annullato. La Lazio fa muro e la Roma non sfonda. Siamo nel recupero. Il derby resta inchiodato sullo 0 a 0, ma un boato scuote l’Olimpico: la Sud gioisce per un gol distante 500 chilometri. Gomez, di testa, brucia Bufon al 94’. Juve fermata sul 2 a 2 con Mandorlini, tecnico veronese, che abbraccia anche i raccattapalle. Conte furioso:«Ho visto delle disattenzioni inaccettabili. Non va bene. Ci serve un bagno d’umiltà perché il campionato non è  finito» .  All’Olimpico   è 0 -0. Reja sorride, Garcia meno. Vetta a -9 con un match da recuperare.(Ma.Pia.)

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