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AMIANTO A SCUOLA CORSA CONTRO IL TEMPO

Roma. Mentre l’Italia, o per lo meno, le amministrazioni locali, erano in vacanza, il governo ha stanziato nel decreto del Fare 150 milioni di euro per rimuovere l’amianto nelle scuole. Era il 9 agosto. Una buona notizia? Quasi. Il decreto ha dato un termine capestro per la presentazione dei progetti finanziabili: il 15 settembre. E quindi entro lunedì, chi è dentro è dentro e chi è fuori si tiene l’amianto.
Una corsa contro il tempo che l’Osservatorio nazionale amianto ha cercato di evitare in qualunque modo, anche scrivendo al premier Letta chiedendo lo spostamento del termine. «Abbiamo messo a disposizione dei Comuni gratuitamente specialisti che hanno realizzato progetti di rimozione da presentare per i bandi regionali e sfruttare il fondo», ci racconta il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto Ezio Bonanni che sottolinea altre storture della legge. «Non possono aderire al bando scuole che siano di proprietà ad esempio della Chiesa».
È il caso di un asilo di Barbaniello, in provincia di Pavia, di proprietà della parrocchia e in comodato d’uso gratuito del comune. Decine di bambini da 0 a 3 anni vivono quotidianamente a contatto con l’amianto e la scuola non avrebbe i soldi per la bonifica. I fondi di agosto (che sono senz’altro un’ottima novità) sarebbero un toccasana ma la scuola non può accedevi. Il direttore didattico ha scritto all’Osservatorio che ha inviato un accorato appello a Letta. Scaduto il termine, le Regioni hanno tempo un mese per presentare i progetti immediatamente cantierabili. Sono 2400 le scuole in Italia che presentano amianto: 30 mila tra studenti e insegnanti a rischio.
(Stefania Divertito)

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