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UN TARANTINO SU 18 MALATO DI CANCRO

Taranto. Un malato di tumore ogni 18 abitanti nelle zone della città più vicine all’Ilva e uno ogni 26 nella parte restante. Sono i dati fotografati a luglio ed è la prima volta che una statistica epidemiologica possa essere così aggiornata.
L’iniziativa non è nata dalle istituzioni politiche nè sanitarie ma da Peacelink, l’associazione che ha contribuito con le sue denunce a far nascere l’inchiesta giudiziaria della procura di Taranto. «Il metodo è stato semplice - ci racconta Alessandro Marescotti - è bastato chiedere alle Asl quanti pazienti avessero il codice 048 che è il codice di esenzione per malati di tumore. E il numero è venuto fuori: sono 8916. Tanto che anche una ricercatrice dell’università di Stanford, negli Stati Uniti, mi ha contattato per avere i dettagli poichè le statistiche ufficiali si riferiscono a dati vecchi per lo meno di tre anni».
Una piccola rivoluzione che contagia anche altre città: adesso anche Brindisi e La Spezia dove ci sono comitati contro le centrali a carbone, stanno per adottare la stessa metodologia per avere numeri certi e aggiornati.
Ma le denunce non finiscono qui: Peacelink ha scoperto che le centraline di monitoraggio delle cokerie erano fuori uso e ieri l’Arpa, dopo la denuncia dell’associaizone, ha spiegato che si era verificato un problema con Fastweb negli ultimi giorni.
Ma proprio dal sito dell’Arpa Puglia si possono controllare le emissioni dell’ultimo mese e mezzo e dai dati si evince che la centralina fosse fuori uso almeno dal 18 agosto. Il monitoraggio è uno dei punti qualificanti del decreto Ilva da poco licenziato dal Parlamento. «Chiediamo che ci sia una reazione per questa emergenza sanitaria - ice Marescotti - che ci dicano quali tipi di tumore si nascondono dietro il codice 048, che età hanno quei malati, dove vivono e che attività lavorativa svolgono e soprattutto, quando ci sarà il picco. La gente deve saperlo». 
E intanto i genitori di bambini della scuola "Grazia Deledda" nel quartiere Tamburi di Taranto e il comitato cittadino "Liberi e pensanti" chiedono che la scuola sia chiusa: la sede è la più esposta all'inquinamento. Il commissario prefettizio ha già bloccato il trasferimento degli alunni dell’artistico "Lisippo-Calo'" e del musicale "Paisiello" in un'altra struttura del Tamburi, che risulta essere attigua alla "Deledda".
(Stefania Divertito)

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