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Alemanno e Marino Sono subito scintille

Due settimane e si tornerà a votare, la partita per scegliere il nuovo sindaco è cominciata ieri, con i due sfidanti, il primo cittadino uscente di Roma Gianni Alemanno, e lo sfidante di centrosinistra Ignazio Marino, in vantaggio di oltre 12 punti, che hanno subito affilato le armi.
«Tra me e Marino ci sono 124 mila voti di differenza» (in realtà sono quasi 148 mila, ndr), credo nella vittoria» ha detto ieri Alemanno, dando una sua analisi del voto a Roma dagli studi della trasmissione di Rai 3, “Agorà”. Il risultato delle urne secondo il sindaco è da attribuire alla disaffezione  nei confronti della politica, specie ora che al Governo destra e sinistra siedono assieme, ai tagli imposti dallo Stato verso i Comuni e al derby, che ha distratto i romani dal voto. Alemanno ha poi invitato Marino a non sottrarsi ai confronti televisivi (ieri sera c'è stato il primo faccia a faccia su Ballarò).
Dal canto suo Marino ha ironizzato: «Liberiamo Roma da un sindaco che esce dagli studi televisivi e devono tornare a prenderlo» riferendosi a un confronto organizzato dal Tgr durante il quale il sindaco criticò aspramente la conduttrice. Marino ha parlato dal teatro Capranica, dove ha chiamato a raccolta la sua coalizione. Il candidato in vantaggio ha lanciato frecciate anche sul trasporto pubblico: «Alemanno ha assunto delle cubiste a guidare gli autobus. Non è una questione di paghetta che, con le tasse, diamo a queste persone che non sono in grado di svolgere il loro lavoro. Qui paghiamo tutti, ed è un problema che va risolto tra persone competenti in materia di trasporti».
Per il secondo turno pesano anche le dichiarazioni di voto degli altri candidati, esclusi dall'esito delle urne. Ieri Alfio Marchini ha detto: «Andrò a votare, ma le valutazioni sul candidato saranno fatte in base alla vicinanza sui nostri temi».
(Metro)

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