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HO BRUCIATO FABIANA CHE ERA ANCORA VIVA

Cosenza – “L'ho uccisa a coltellate e poi ho bruciato il suo corpo quando era ancora viva”. È la confessione del 16enne che a Corigliano Calabro, al culmine di una lite, ha ucciso la fidanzata, Fabiana Luzzi 16 anni. L'omicida ha sfogato la sua furia con una serie di coltellate sulla vittima. Il ragazzo ha rivelato i particolari dell'omicidio al pm. Ha detto di aver incontrato la ragazza per chiarimenti sul loro rapporto travagliato, appena ripreso dopo una separazione. Lui stesso, sabato notte, ha indicato dove si trovava il cadavere, in un'area isolata vicino l'istituto per ragionieri frequentato dalla vittima, dove l'omicida era andato a prenderla. Venerdì sera, dopo essersi incontrato con la fidanzata, si è appartato con lei in una stradina. Il minore ha poi detto di avere avuto la lite con la ragazza e di averla colpita con un coltello portato apposta, di aver gettato l'arma poco distante, con zainetto e cellulare della vittima (non ancora trovati) e di essere andato a rifornirsi di benzina per bruciarne il corpo. In quelle fasi si è lui stesso ustionato. A Corigliano, intanto, dopo che l'altra notte una folla urlante si era raccolta davanti la caserma dei carabinieri, monta la rabbia tra gli abitanti contro l'omicida.
L'ira del popolo di Fb: “Ci vorrebbe la pena di morte per l'assassino”
Centinaia i messaggi sono stati lasciati sulla pagina Facebook in memoria di Fabiana in questi giorni. Arrivano da tutta Italia, da amici, conoscenti e sconosciuti. Alcuni invocano per l'assassino la pena di morte. Grande è lo sdegno per l'accaduto. “Cara Fabiana – scrive Cinzia – tu riposa in pace. Colui che ti ha fatto questo dovrebbe bruciare all'inferno”. C'è chi le dedica una poesia (Ciao piccola stella, brilla per i tuoi amici ma soprattutto per la tua città) e chi posta cuoricini e immagini e chi fa duri commenti contro l'omicida (“Ci vorrebbe la pena di morte...”).
FemminicidioEcco alcuni casi solo nell'ultimo mese:
24 maggio, Guardamiglio (Lodi) L’ha aspettata fuori dalla casa dove lei lavorava, trascinata in un giardino e accoltellata. Così è morta la rumena Angelica Timis, 35enne, uccisa dall’ex convivente, italiano che la perseguitava da un anno.
22 maggio, Cadoneghe (Padova) Uccisa nel sonno con un colpo di pistola alla nuca dal marito, agente di Polizia poi suicida. Silvana Cassol aveva 50 anni.
15 maggio, PalermoTrovate sul letto: Erika Pechulska, un sacchetto di plastica al collo, la coinquilina Micaela Gauril  accoltellata. Dopo il duplice delitto, l’ex marito di quest’ultima si è ucciso.
3 maggio, Roma Le ha sparato, poi si è suicidato con la stessa pistola. Vittima la 28enne Chiara Di Vita, uccisa dal marito per gelosia.
(Metro)

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