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Ndrangheta altri 37 arresti Boccassini imprenditori omertosi

Decine di incendi, furti, danneggiamenti, mai denunciati,  seguiti da richieste di bustarelle, il pizzo, sempre più pesanti; un bunker in stile Platì  nell’abitazione di uno dei 37 arrestati.  Non si parla dell’ultima operazione in  Calabria, ma di “Ulisse” seguito delle due maxi inchieste “Crimine” e “Infinito” che ieri hanno spedito o confermato in carcere altre 37 persone, tutte residenti nel Milanese e in Lombardia, accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, porto e detenzione illegale di armi, usura ed estorsione, tutti coi l’aggravante  dalle finalità mafiose.
L’ultimo allarme del procuratore aggiunto Ilda Boccassini ricorda altri suoi appelli, inascoltati a quanto pare: «Continuiamo a non ricevere denunce per reati che scopriamo con le indagini» ma, ancora peggio, «gli imprenditori devono capire che paga di più stare con lo Stato» perché invece le cose vanno diversamente. Emblema di una fetta dell’imprenditoria lombarda  i fratelli O. e A. D.M., imprenditori edili incensurati, originari di Santa Caterina dello Jonio (Cz) ma residenti a Vernate e Motta Visconti. «Ci ha incuriosito e inquietato - ha detto Boccassini - perché sono due lavoratori, gente che produce e dà lavoro» e che dopo la morte del fratello, uno dei custodi dell’arsenale della locale di Giussano, hanno chiesto e ottenuto l’affiliazione all’ndrangheta. (Metro)

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