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E ora all Ortomercato si lavora sotto scorta

Il Protocollo di legalità per l’Ortomercato sarà operativo entro poche settimane. Il Comune tira dritto e sostiene la lotta per la legalità, lì dove un tempo l’ndrangheta spadroneggiava al punto da aver aperto una discoteca fra i capannoni di via Lombroso. Ieri durante la seduta congiunta delle commissioni Antimafia, Sicurezza e Commercio a Palazzo Marino per mettere a punto il protocollo, il presidente di Sogemi Predeval ha confermato di aver ricevuto minacce di morte e, perciò, di girare   sotto scorta.   E proprio ieri, come rivelato dai membri della Cgil presenti al tavolo, anche il presidente di una cooperativa - impegnato contro il lavoro nero - ha ricevuto una lettera di minacce a casa.
«Faremo in modo che chi lavora onestamente all’Ortomercato possa continuare a farlo»  ha ribadito l’assessore alla Sicurezza Granelli.
“Bonifica antimafie”«Le minacce a Predeval erano cosa nota, - spiega Graziella Carneri,  segretario Filcams Cgil Milano - e forse sono state reiterate  recentemente, un episodio era successo a giugno-luglio. Con questo non voglio dire che sia normale, anzi; piuttosto,  è evidente che gli sforzi  degli ultimi due anni cominciano a dare risultati, o   a dare fastidio». All’Ortomercato, oltre alla recente idea di una piattaforma per convogliare qui le consegne dell’Area C e farle ripartire su mezzi più leggeri ed ecologici secondo  priorità, orario di consegna e percorso, si studiano ingressi con codici a barre per merci e mezzi, «abbiamo varato il regolamento per i bandi delle gare per le cooperative - spiega Carneri - mai fatte finora, con regole certe per parteciparvi: niente più cooperative  nate il giorno prima o che non pagano regolarmente i dipendenti. Tutto questo processo di bonifica dal malaffare - chiosa Carneri - dà fastidio». E gli appetiti edilizi? «Mi pare che il Comune - afferma Carneri - sia definitivamente orientato a mantenere lì l’Ortomercato. Il modo migliore per stroncare mafie e malaffare è prendere decisioni definitive, bonificare e ristrutturare».
(Simona Mantovanini)

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