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Laura Morante racconta la sua prima volta da regista

Roma – La prima volta dietro la macchina da presa in salsa italica di Bimbi Belli ricomincia da un pugno di “Ciliegine”. Come recita il titolo dell'esordio alla regia di Laura Morante che apre (oggi, h21,30 Arena Nuovo Sacher) la rassegna di opere prime italiane.
Fresca di neoregia, ha molto da dire: Cominciando da...?Dalle difficoltà che sono state molte. È stato preparato tre volte, avevamo scritto un trattamento con Daniele Costantini, l'avevamo dato da leggere ma nessuno ci ha risposto, poi è passato in mani francesi, poi finalmente si è inserito Pascal Elbè, che io volevo a tutti i costi.
Che storia è?Una commedia sulla difficoltà del lasciarsi andare, di credere negli altri e soprattutto negli uomini, una commedia sentimentale con retrogusto amaro e anche una commedia degli equivoci con una donna che non riesce ad abbandonarsi.
Perché esordire in regia occupandosi pure di sceneggiatura, produzione, recitazione?All'inizio dovevo fare solo la sceneggiatura, poi i ruoli si sono cumulati e non ho potuto sottrarmi. Una vera fatica.
 
(Silvia Di Paola)

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