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Juventus campione d Italia Dall inferno al paradiso

La figlia di Antonio Conte si chiama Vittoria. E basterebbe questo per spiegare quale sia la dolce ossessione del tecnico bianconero. Uno che prima di quest’anno aveva vinto tutto da giocatore e che nelle vesti di allenatore aveva già festeggaito le promozioni alla guida del Bari – lui che è leccese - e del Siena. Uno che è cresciuto a pane e Juve, dal momento che la società nella quale ha tirato i primi calci a un pallone si chiamava Iuventina e aveva come presidente suo papà. Uno che ieri ha mandato in delirio il popolo della Juventus. Come? Col 28° o 30° scudetto che dir si voglia.
Milan annichilitoCagliari battuto, Milan annichilito dall’Inter nel derby, reti bianconere di Vucinic e autogol di Canini. Dopo il fischio finale un delirio, l’invasione di campo al Rocco, i giocatori travolti dalla gente (c’è pure qualche delinquente che si porta via una telecamera). In mezzo l’uomo in più: Antonio Conte. «Provo delle sensazioni bellissime - ha detto dopo il trionfo, stravolto dalla gioia,  fuori dagli spogliatoi - e sono felice per questa squadra che ha coronato,  con questa impresa,  un’annata meravigliosa arrivando al record di 37 partite senza perdere. Questa è una grande squadra e lo ha dimostrato». Il più 4 fa in modo di cancellare anche la polemica del gol-non gol di Muntari. «Non rivanghiamo questa polemica - ribatte  Conte -. Mi limito a dire che abbiamo fatto una grande battaglia con un grande avversario». Festa anche per il  Cagliari salvo. La Signora è tornata, evviva la Signora. 
(D.L.)

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