"To Rome with Love", Allen racconta il suo film

Cinema. C'è chi scopre talenti canori sotto la doccia (proprio il pensionato che non si rassegna con la faccia di Woody Allen) e chi (Alessandra Mastronardi) esce per andare dal parrucchiere e si ritrova a letto con ben due uomini (Antonio Albanese e Riccardo Scamarcio ma solo con quest'ultimo ha tempo di consumare); chi aspetta i familiari e si ritrova davanti la escort di rosso vestita (Penelope Cruz), chi seduce senza badare a spese (la Ellen Page di “Juno”) e chi si fa mentore immaginario (Alec Baldwin). E poi c'è l'uomo qualunque, pacatamente votato alla banalità, travolto da una ventata di successo e ha la faccia di Roberto Benigni, star in questo coralissimo “To Rome with love”, il Woody Allen che non ti aspetti e la Roma da cartolina che non vorresti aspettarti. Ma così la vedrete, con tutti gli stereotipi italici umani e canori, nella commedia pronta ad arrivare nella bellezza di 600 copie sui nostri schermi il 20 aprile.
Ma che cosa è l'Italia per Woody Allen? «Un paese che non somiglia a nessun altro e Roma, in particolare, è come un luogo esotico. Vai a Londra, a Parigi e, da americano, capisci; vieni qui e non capisci nulla, tutto è curioso, uno stile di vita unico. E poi io sono affezionato all'Italia del grande cinema con cui sono cresciuto» risponde Allen, a Roma con il cast per l'anteprima mondiale del film, pronto a ricordarci che lui fa «un film l'anno per non pensare alla morte e alla pesantezza della vita, per cercare insomma di distrarmi». 
E, se si obietta che il rischio è che questa Roma, questa Italia non esista affatto, replica: «Ma io quando giro un film cerco dentro di me. Ho cercato di realizzare un film ambientato a Roma che potesse essere un film d’intrattenimento. So poco della vera Italia e degli italiani per poter insegnare qualcosa, volevo solo fare una commedia, tutto qui. E poi tutti gli americani provano grande sentimento di affetto nei confronti dell'Italia, lo ritengono un paese alla mano, dove poter vivere, dove la gente si gode la vita, dove tutto è solare: questa è l'immagine, magari di superficie».
La realtà, in compenso, la suggerisce Roberto Benigni: «In fondo qui c'è tutto, le escort ci sono, gli autisti ci sono, i soldi anche: direi che potrebbe anche essersi ispirato a “Prendi i soldi e scappa” raccontando l'Italia». Ma poi precisa: «Non voglio fare lo spiritoso vicino a un genio della risata come Allen mi sentirei come uno che vuol cantare vicino a Pavarotti».
(Silvia Di Paola)