L'insopportabile buonismo in vista di #Cop21

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#Cop21

Non se ne può più. "A Parigi serve un accordo sul clima che salvi il Pianeta". "Ottenere un risultato a Parigi è far vincere i valori di democrazia e libertà". "Firmare un atto concreto per mitigare il riscaldamento climatico è fondamentale, lo dobbiamo alle prossime generazioni". 

Tutto giustissimo, o quasi. Dove sta l'errore? Sono le cose giuste dette dalle persone sbagliate. 
Se a parlare di fonti rinnovabili e di quanto siano esiziali per il futuro sostenibile dle Pianeta è il sottosegretario all'Ambiente italiano Silvia Velo, tanto per intenderci, la dichiarazione appare quanto meno stucchevole e fuori luogo. Come non darle torto? Peccato che gli incentivi siano stati bloccati mentre proseguono quelli alle fonti fossili come le Cip6. 

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, ad esempio, è stato come folgorato sulla via di Damasco dell'ambientalismo. Dopo Parigi, sostiene in questi giorni - e siamo perfettamente d'accordo - bisognerà cambiare politica. Nulla dovrà essere come prima. 

Ci sta forse dicendo, il ministro, di essersi pentito di aver scritto, promosso, spinto, votato, voluto e controfirmato lo Sblocca Italia?

Per chi avesse la memoria corta, è la legge, osteggiata da 200 associazioni ambientaliste (da Wwf, Legambiente, greenpeace, Italia Nostra, Salviamo il Paesaggio, Fai, fino ai comitati locali no Triv) che stende un tappeto rosso alle multinazionali del petrolio. Unifica i permessi di ricerca con quelli di perforazione per estrazione, eliminando un bel po' di burocrazia e di passaggi formali durante i quali il dissenso si formava sui territori e trovava nuovi sbocchi di opposizione. Via libera alle trivelle. Il contrario di sostenibilità e di energia rinnovabile. Soprattutto alla luce delle ricerche, presentate in audizione durante l'approvazione della legge, un anno fa, che presentano un report desolante per quanto riguarda le riserve di idrocarburi presenti in Italia.
Burocrazia snella per le trivelle, farraginosa e complicata per chi volesse installare un impianto fotovoltaico. 

Prima di auspicare di diventare gli statisti del clima mondiale, forse - se l'ambientalismo professato è autentico, e non ho dubbi che lo sia - si potrà modificare quella legge, ripristinare gli incentivi alle rinnovabili, spingere per una mobilità sostenibile, ridurre banalmente l'iva sul pellet, cambiare idea sul piano di costruire 12 nuovi inceneritori, riprendere le redini della progettazione delle bonifiche, bloccare le opere inutili e concentrare i fondi sulla più grande opera pubblica necessaria: l'efficientamento energetico del Paese.

Ministor, c'è l'imbarazzo della scelta. Se lo ricordi, quando rientra da Parigi.  

Blog di: 
Stefania Divertito