Siti scolastici: l’80% è fuorilegge

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Tra le innumerevoli innovazioni entrate in vigore nelle precedenti legislature c’è una legge del 2009 introdotta dall’allora ministro della funzione pubblica Brunetta che impone alle scuole e a tutte le pubbliche amministrazioni di dotarsi di sito web istituzionale secondo delle norme ben pecise. 

Le scuole devono dotarsi non di un sito qualsiasi che promuova l’istituzione ma di uno strumento che eroghi informazioni e servizi all’utenza scolastica. 

Secondo quelle norme un sito scolastico che rispetti le norme deve avere alcuni requisiti come questi: 

Trasparenza, una serie di pagine ben precise che contengano informazioni sulla trasparenza della PA e rendano pubbliche informazioni obbligatorie
Albo pretorio che contenga tutti i bandi pubblicati in ordine ti tempo con tanto di marcatura e tracciatura temporale
AVCP per gli adempimenti in materia di gare di appalto
Accessibilità che consenta di accedere a qualsiasi informazione in modo chiaro e semplice
Pubblicazione su dominio gov.it

Ho provato a fare alcuni tentativi e mi sono messo a testare circa 200 siti su oltre 8.500 amministrazioni scolastiche. Un campione abbastanza rappresentativo anche perché scelto a caso e contenente scuole di tutta Italia. 

Da una prima analisi solo il 20% delle scuole risponde ai requisiti di cui sopra, moltissimi siti mancano della sezione relativa alla trasparenza, la quasi totalità è pubblicata su dominio diverso da gov.it (requisito fondamentale previsto per legge). 

Ma quali sono le sanzioni per le scuole in caso di inadempienza? Nessuna, proprio nessuna. 

C’è da dire che i bandi pubblicati in difetto del rispetto delle norme, quindi fuori da regolare albo pretorio, possono essere dichiarati nulli ma per poter ottenere l’annullamento occorre un costoso ricorso al TAR.

Pur rispondendo ai requisiti previsti per legge molti siti contengono poche informazioni spesso vecchie che non tengono conto delle nuove normative. 

Come mai nonostante siano passati ben 6 anni dal 2009 ci sono migliaia di scuole che non risolvono un problema come quello del sito scolastico? 

Molte volte la creazione del sito scolastico viene affidata all’improvvisazione del docente che si propone di implementarlo, magari con lo stimolo di arrotondare il proprio stipendio. L’improvvisazione tecnica, purtroppo, non consente molto spesso di realizzare il tutto a regola d’arte. Spesso capita che ogni inizio di un nuovo anno scolastico veda il coinvolgimento di un nuovo responsabile che rivoluziona grafica e contenuti non ponendo, invece, alcuna attenzione sulle funzioni

Blog di: 
Salvo Amato