Cento anni fa nasceva Claude Shannon, padre del bit e della teoria dell’informazione

Uno dei padri dell’informatica e dell’informazione, fondatore della teoria dell’informazione, Shannon  rappresenta il punto di partenza per la costruzione dei moderni calcolatori elettronici a partire dal relè, il primo dispositivo elettronico in grado di mantenere una base di memoria. 

Sua fu l’intuizione di codificare i segnali elettrici con uno zero o un uno, il mitico BIT che sta alla base della teoria dell’informazione. Se l’uomo usa 10 dita quindi ha costruito un sistema decimale per la codifica dei numeri la macchina usa un segnale elettrico che può codificare solo due stati di informazione: acceso e spento, quindi uno o zero (o viceversa a seconda delle convenzioni). Questa intuizione unita alle teorie di altri come Turing e John Von Neumann getta le basi per i primi veri calcolatori elettronici del secondo dopoguerra.

Senza Shannon perdono di significato termini come digitalizzazione, campionamento, trasmissione di segnali digitali e soprattutto codifica dell’informazione. Senza Shannon l’analogico rimane tale e non “diventa” digitale perché ne manca la codifica.

Sono cambiati i meccanismi, sono cambiati gli strumenti di conservazione ma dal primo calcolatore ad oggi continuiamo ad usare la codifica binaria per conservare dati e per rappresentarli. Non importa se su hard disk, pendrive, memorie alternative o altri strumenti di memorizzazione; non importa se su schede perforate o nastri magnetici, ciò che importa è che i dati sono sempre campionati e convertiti in una sequenza di zeri ed uni. Del resto come non ricordare gli schermi con tanti zeri ed uni che fluiscono nel film Matrix? Essi sono un modo realistico di visualizzare la trasmissione di informazioni in una sequenza più o meno ordinata di dati digitali. Riuscire a trovare un modo per codificare qualsiasi contenuto analogico prodotto dall’uomo in una sequenza di bit, ecco la grande avventura che accompagna la teoria dell’informazione da Shannon in poi. Testi, numeri, immagini, audio, video, qualsiasi cosa diventa un insieme di zeri ed uni, un insieme di valori banali e stupidi capaci di essere conservati, letti e decodificati da una macchina elettrica.

Shannon è alla base di ogni corso di informatica che si rispetti, è alla base della moderna elettronica digitale. Potremmo considerarlo il Pitagora dell’informazione, colui che dà il soffio iniziale all’informatica vera, quella che passa dalle teorie avveniristiche di Turing a qualcosa di realmente funzionante. Del resto cosa sono le teorie se non vengono concretizzate in qualcosa che le mette in pratica?

Oggi Google dedica un bel doodle a Shannon, un doodle rappresentativo. Sconosciuto ai più, ignorato dalla gran parte degli utilizzatori di tecnologia, Shannon non è Gates o Jobs di turno; non è neanche lo Zuckerberg nè Hewlett e nemmeno Packard. Shannon sta un gradino più in alto, è quella mente senza la quale molto di ciò con cui abbiamo a che fare oggi non sarebbe realtà. Shannon è quel personaggio senza il quale i Gates e Jobs di turno non avrebbero ragione di esistere. Ecco una buona ragione per ricordarlo!

Blog di: 
Salvo Amato