Apple, i suoi primi quarant'anni

Il 1 aprile 1976 due giovanissimi, due Steve (Jobs e Wozniak) aprirono la strada a ciò che è stato considerato il primo grande tentativo di diffusione di massa del computer personale. 

Quello che adesso sembra una ovvietà solo 40 anni fa era una pazzia: dotare di un computer a casa ogni essere umano perché lo avrebbe usato per molte attività. Parallelamente da qualche altra parte uno scaltro Bill Gates "prende in giro" la IBM fornendole il primo sistema operativo per le macchine della concorrenza: MS-DOS. Decide di vendere il software non in blocco ma per numero di licenze ed installazioni. Due mondi, due sistemi, due (tre) visionari, una sola visione: un pc in ogni casa come fosse un normale elettrodomestico. Visioni delle quali in quei tempi IBM, HP, SUN, XEROX, Digital e altri colossi ridevano, visioni che a 40 anni di distanza sono state abbondantemente premiate.

Il primo Mac era una scatola di montaggio, nulla di simile agli attuali ma dentro conteneva tutta la filosofia che adesso contraddistingue Apple: bello da vedere, potente e funzionale, semplicemente think different, pensa differente. Ed è proprio sull'andare controcorrente e pensare differente che  i due Steve costruiscono qualcosa di veramente nuovo e per certi versi “proibito" al punto tale da scegliere una mela morsicata come simbolo. Ma la mela morsicata è anche simbolo del suicidio del padre dell’informatica, quel Turing che dopo essere stato innalzato ai più grandi livelli per aver gettato le basi teoriche viene accusato di omosessualità in una Londra bigotta degli anni 50 e trascinato al suicidio praticato mordendo proprio una mela intinta di cianuro. 

Quarant'anni di mele morsicate non passano così velocemente e vedono alti e bassi, vedono la cacciata di Jobs ed il rischio di fallimento ed il suo ritorno in grande stile, sempre un passo davanti agli altri, sempre a tentare qualcosa di nuovo mai visto prima. Da prodotto di nicchia per intenditori, costoso e poco compatibile il Mac affronta numerosi ostacoli che lo portano a rompere numerosi tabù. Del resto quale simbolo migliore di una mela e della varietà “machintosh” (il nome era veramente una varietà di mele della California) poteva incarnare ciò che rompe ogni tabù tecnologico e osa l’inimmaginabile? Prima il passaggio ai processori Intel, i precedenti erano Motorola e utilizzavano una architettura (CISC in contrapposizione all'altro paradigma RISC usato da INTEL ed altre compagnie) completamente diversa che rendeva tutto incompatibile col resto del mondo, poi la rivoluzione del sistema operativo basato su Linux, infine la ricerca della forma, del design, della perfezione. Ogni film d’oltreoceano in cui appare un pc, questo è un Mac.

Due Steve, uno la mente l'altro il braccio, uno il visionario, l’altro l’esecutore materiale ed ingegnere del software. Mentre Wozniak ben presto lascia Apple e si occupa di altro, Jobs continua la sua corsa e dal 2000 in poi è tutta una ascesa vertiginosa. iPod, iPhone, iPad, iTunes, sono una serie di ithings che dettano legge, disegnano un nuovo modo di sentire la musica, di usare il telefono cellulare, di usare un non meglio identificato ibrido tra pc e smartphone. Sono tante mosse coraggiose e allo stesso tempo azzeccate come quella sequenza di salti acrobatici perfetti che ti proiettano sul tetto del mondo.

Man mano che Apple aggredisce quote di mercato e consenso dei consumatori, deve consolidare la propria posizione ed è qui che nascono le note dolenti. L'abuso da posizione dominante sul mercato non tarda a farsi sentire. Apple cerca di far apparire obsoleti dispositivi che altrimenti avrebbero una vita più lunga, tende a monopolizzare qualsiasi ambito. Tende a centellinare le innovazioni tra le varie versioni dei dispositivi presentati con una cadenza e una cura maniacale. Così una idea come App store nata per imparare dai propri errori (la prima vera crisi di Apple nasce proprio per la mancanza di un abbondante numero di applicazioni) e costruire una base di applicazioni utili per i dispositivi diventa un sistema monopolistico di distribuzione delle app. Non sarà possibile costruire un'app e distribuirla senza passare per App store. Un cavetto di ricarica è nullo se non contiene il microchip Apple e i vari accessori devono pagare un obolo per essere accreditati e salire al rango di accessori “doc”. Un sistema che ha prodotto montagne di soldi e continua a produrne nonostante infinite violazioni di leggi in ogni parte del mondo. 

Oggi Apple festeggia 40 anni, 4 decenni di alti e massi costellati da una miriade di innovazioni, imposizioni della propria leadership e infinite contraddizioni come quelle che si nascondono in decine di cause intentate da altre compagnie o contro altre compagnie per l'uso di vari brevetti la cui paternità è a volte dubbia. A proposito: il mitico cestino dei file cancellati presente su desktop viene introdotto per la prima volta in un Mac, chissà chi ne rivendica la paternità!

Blog di: 
Salvo Amato