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Autieri: «La Tebaldi? Un mix di fragilità e forza»

Serena Autieri

TELEVISIONE «Di  Renata Tebaldi mi ha appassionato il mix di fragilità e forza che hanno fatto sì che le sue interpretazioni fossero davvero esplosive e arrivassero ovunque». Così Serena Autieri, voce narrante e protagonista stasera di Illuminate, docu-serie in onda su Rai3 in seconda serata, che racconta la straordinaria carriera internazionale della soprano.

Cosa l’ha colpita di più del personaggio?
«Il fatto che la Tebaldi si desse anima e corpo alla ricerca della perfezione assoluta della voce: per lei il canto per il suo pubblico era l’amore assoluto. All’epoca poi, per arrivare all’eccellenza dovevi sacrificare molto il privato e lei lo ha fatto».

Ma per Serena Autieri la famiglia è sacra: come ha conciliato lavoro e privato?
«Vivendo come un’equilibrista sempre sul filo. La famiglia ti completa, non puoi puntare solo sulla carriera. Il teatro, che io adoro, comporta tante rinunce. Per fortuna ho un marito produttore (Enrico Griselli, ndr.) e abbiamo unito le forze anche per nostra figlia Giulia che, spesso, ci seguiva in tour». 

Com’è stato il suo lockdown?
Ho lavorato sulla mia voce, studiato, approfittato per stare più in famiglia, visto che di solito il tempo a disposizione è poco per se stesi».

Progetti in cantiere?
«Diversi per il cinema, ma ancora top secret. Ho appena finito di girare una fiction per Canale5 che andrà in onda la prossima primavera».

In questi tempi cupi, cosa le manca di più, artisticamente parlando?
«Il teatro, la mia fabbrica dei sogni! Per me il palcoscenico è fondamentale e sono in lutto per tutti i lavoratori del settore live».

 

 

ORIETTA CICCHINELLI

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