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Nel caos di Frida Khalo alla Fabbrica del Vapore

Frida Khalo

MILANO Gli spazi della Fabbrica del Vapore a Milano sono tutti per Frida Kahlo-Il caos dentro, percorso sensoriale tecnologico e spettacolare che immerge il visitatore nella vita dell’artista messicana, esplorandone anche la dimensione umana, spirituale. Curata da Antonio Arévalo, Alejandra Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso, è l’occasione per entrare negli ambienti dove la pittrice visse, per capire la sua poetica e il fondamentale rapporto con Diego Rivera, per vivere, attraverso i suoi abiti e oggetti, la sua quotidianità e gli elementi della cultura popolare cari all’artista.

La mostra entra nel vivo con la riproduzione degli ambienti più vissuti da Frida a Casa Azul, la camera da letto, lo studio realizzato nel 1946 e il giardino. Segue la sezione I colori dell’anima, curata da Matiz, con i ritratti fotografici di Frida realizzati da Leonet Matiz Espinoza (1917-1988). Matiz, considerato uno dei più grandi fotografi del Novecento, immortala Frida in spazi di quotidianità: il quartiere, la casa e il giardino, lo studio.
 
Al piano superiore una sezione dedicata a Diego Rivera: qui troviamo proiettate le lettere più evocative che Frida scrisse al marito. E una stanza dedicata alla cultura e all’arte popolare in Messico, che tanta influenza ebbero sulla vita di Frida, trattate su grandi pannelli grafici dove se ne raccontano le origini, le rivoluzioni, l’iconografia, gli elementi dell’artigianato: gioielli, ceramiche, giocattoli. Esposti alcuni esempi mirabili di collane, orecchini, anelli e ornamenti propri della tradizione che hanno impreziosito l’abbigliamento di Frida. Nella sezione seguente sono esposti gli abiti della tradizione messicana che hanno ispirato ed influenzato i modelli usati dalla Kahlo: gonne ampie e coloratissime, scialli e camiciole, copricapo e collane.
 
Il focus sulla tradizione messicana procede con la sezione dedicata ad alcuni dei più conosciuti murales realizzati da Diego Rivera in varie parti del mondo: saranno proiettati nella loro interezza e in alcuni dettagli i ventisette pannelli murali che compongono il Detroit Industry Murals (Detroit, 1932), il Pan American Unity Mural (San Francisco, 1940) e Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central (Città del Messico).
 
Nella sezione Frida e il suo doppiosono esposte le riproduzioni in formato modlight di quindici tra i più conosciuti autoritratti che Frida realizzò nel corso della sua carriera artistica, tra cui Autoritratto con collana (1933), Autoritratto con treccia (1941), Autoritratto con scimmie (1945), La colonna spezzata (1944), Il cervo ferito (1946), Diego ed io (1949). Il modlight è una particolare forma di retroilluminazione omogenea, in cui ogni dipinto, precedentemente digitalizzato, viene riprodotto su uno speciale film mantenendo inalterate le dimensioni originali.
 
A conferma della grande fama globale di cui la pittrice messicana gode, la mostra prosegue con una straordinaria collezione di francobolli, dove Frida è stata effigiata, una raccolta unica con le emissioni di diversi stati.
Il percorso comprende anche l'opera originale di Frida del 1938 Piden Aeroplanos y les dan Alas de Petate – Chiedono aeroplani e gli danno ali di paglia e sei litografie acquerellate originali di Diego Rivera.
 
Lo spazio finale è riservato alla parte ludica e divertente dell’esposizione: la sala multimediale 10D combina video ad altissima risoluzione, suoni ed effetti speciali ed è una esperienza sensoriale di realtà aumentata molto emozionante, adatta a grandi e piccoli.
 
 
Visitabile fino al 28 marzo
Info www.mostrafridakahlo.it

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