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Sibilla Barbieri: «Dio salvi noi donne dall’insicurezza!»

Dio salvi la Regina Sibilla Barbieri

CINEMA Attrice, autrice, produttrice e molto altro, Sibilla Barbieri è una di quelle donne che lasciano il segno. Ricordo, tempo fa, la sua battaglia “in solitaria, forse ingenua” sul fronte del rinnovamento della Rai e della sperimentazione, per il suo raccontare di donne guerriere, anche a teatro, e non solo. Ora eccola qui con un lungometraggio da lei scritto e prodotto: “Dio salvi la Regina”, diretto da Andrés Arce Maldonado.

Nel film, che esce il 30 settembre (al Cinema delle Provincie per poi conquistare il resto d’Italia) è anche protagonista nel ruolo di madre e medico. Che personaggio è?
«Diana è una donna semplice che decide di fare un gesto inaudito e dichiara l’indipendenza della sua casa dallo Stato Italiano, è un personaggio che ha candore, coraggio ed è motivata dall’amore e dalla disperazione perché suo figlio le ha detto che partirà per sempre dato che in questo paese non si può avere una vita dignitosa, ma Diana non vuole arrendersi».

“Dio salvi la Regina” si può definire una commedia lieve e felicemente ironica?
«Be’ uno stato al sesto piano di un palazzo è un evento abbastanza assurdo e scatena una sequenza di situazioni paradossali. È una storia che fa ridere sì, ma come si sa, ridendo a volte si dicono le cose più serie».

In tempi tanto difficili, dove il covid non è sconfitto e la gente ha paura, un film come questo che incita alla ribellione, può fare davvero qualcosa di positivo?
«Più che a una ribellione il film invita a prendere il destino nelle proprie mani, parla di una rifondazione, però penso che siamo stati molto feriti non abbiamo bisogno di ulteriori gesti violenti. Dio Salvi la Regina è una commedia che parla di tenerezza, di cura e del sentirsi parte di un’unica comunità e questa sarebbe la vera rivoluzione. Certo racconta anche la storia di una famiglia molto sgangherata ma io non so, esistono famiglie  “normali”? Io non ne conosco e allora come dice Diana “ Se ci siamo solo noi, dobbiamo fare noi”».

Come spingere la gente a tornare al cinema e al teatro senza paura del contagio?
«Al cinema ci sono protocolli molto seri: i posti sono distanziati, bisogna stare con la mascherina, in questo momento  credo si rischi di più in strada che seduti in un cinema e comunque abbiamo bisogno della cultura tanto quanto di andare a un supermercato perché non solo di solo pane si vive».
Quanto è difficile, per una donna, emergere in un mondo dove il potere è nelle mani di pochi uomini?
«Grazie per questa domanda, ancora non è facile. Dal mio punto di vista  posso dire che abito questo corpo, ma se mi guardi negli occhi io sono solo una persona che vuole partecipare alla vita non una “donna” o un “uomo” una persona e basta. Dobbiamo pensare a questo noi donne, abbiamo il diritto, come tutti, di esercitare il nostro talento e se tocca a noi possiamo anche essere il capitano che conduce la nave in porto. Dobbiamo toglierci l’insicurezza dal cuore».

Sibilla Barbieri quali sono i suoi progetti prossimi in cantiere?
«Quando scrivevo Dio Salvi la Regina avevo stampato una foto di Billy Wilder, forse uno dei più grandi autori di commedie e  tenevo questa foto sulla scrivania, gli parlavo, chiedevo “Questa battuta che dici fa ridere?”. La fantasia è illimitata ed è bene alzare il tiro ed ispirarsi ai migliori e allora il prossimo film lo scrivo con Carl Gustav Jung».

Intanto il film sarà al Cinema delle Province di Roma dal 30 settembre al 4 ottobre; il film uscirà anche dal 22 al 24 ottobre al Cinema Aquila e il 29 e 31 ottobre al Cineteatro San Timoteo  (Casal Palocco). Si aggiungeranno altro date anche nel resto d'Italia.

 

ORIETTA CICCHINELLI

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