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Majorino contro Salvini per l'apertura del Cpr

Milano

città È tornato operativo ieri - come luogo di detenzione per immigrati - il Centro per il Rimpatrio di via Corelli, l’ex Cie. Chiuso tra le polemiche per i tempi delle detenzioni e per il divieto di accesso alla struttura per parlamentari, consiglieri regionali e giornalisti, nel 2014 era diventato un centro di accoglienza per famiglie, soprattutto siriane. Ora il Cpr torna carcere per stranieri senza condanna.  A volere il ritorno al passato, l’allora ministro degli interni Salvini, che aveva anche stanziato i fondi per il suo riammodernamento. E, una volta caduto il primo Governo Conte, il suo successore La Morgese aveva continuato l’operazione. Pronto a marzo scorso, il Centro ha subito un rallentamento per il Covid. I posti letto per i migranti irregolari in attesa del rimpatrio sono 140. A gestirlo la cooperativa Versoprobo di Vercelli, vincitrice della gara d’appalto della Prefettura.  Esulta Salvini: «Ho lavorato io per riaprire i centri dove mettere i clandestini riconosciuti come tali in attesa di espulsione, perché altrimenti gironzolano per l’Italia. L’apertura di via Corelli, me la auguro, perché senza i centri per le espulsioni non puoi fare le espulsioni». Sul lato opposto della barricata l’europarlamentare Piefrancesco Majorino, che ha commentato: «In via Corelli, è bene dirselo, sta per nascere un carcere temporaneo per stranieri. Alcuni di loro staranno lì mesi e verranno rimpatriati. Altri staranno lì mesi e poi si scoprirà che non dovevano nemmeno entrare tra quelle mura». Intanto per il 2 ottobre alle 18,30 la rete Mai più lager-No Cpr ha indetto una  manifestazione di protesta  davanti alla Prefettura, anche contro «il silenzio del sindaco Beppe Sala». 

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