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Le Regioni: «Stadi aperti» Zingaretti e Speranza frenano

Calcio e Covid

ROMA Mascherine obbligatorie, temperatura misurata all’ingresso, posti esclusivamente a sedere assegnati personalmente, rigorosamente distanziati, e nei limiti massimi del 25% della capienza dell’impianto. Sono le linee guida per seguire lo sport dal vivo ai tempi del covid-19 messe nere su bianco dalla Conferenza delle Regioni. Niente di paragonabile agli assembramenti festanti alle prodezze del campione di turno ma meglio di niente.

L'auspicio è che la proposta possa essere recepita in un prossimo Dpcm già dai primi giorni di ottobre anche per consentire la ripresa nel rispetto massimo delle regole di prevenzione, dopo la serie A del calcio, anche negli altri campionati e tornei. «Il mondo dello sport ha sofferto, come altri settori, di un fermo prolungato dovuto alla gestione della pandemia. Ora occorre riattivare l’intero settore sportivo, puntando su una presenza limitata di pubblico e sul massimo livello di prevenzione» è il punto di vista delle Regioni espresso dal governatore della Liguria, Giovanni Toti.

Il blocco però non è granitico. Il Lazio, dopo aver dato il via libera alla presenza di 1000 spettatori in occasione di Roma-Juventus del 27 settembre e di Lazio-Inter del 4 ottobre, si smarca e il rappresentante della regione lascia il meeting in corso d’opera. «Ritengo sbagliato oggi, anche solo ipotizzare la riapertura degli stadi fino al 25% della loro capienza creando quindi assembramenti che possono raggiungere il numero di migliaia di persone», dice a chiare lettere il presidente della Regione, Nicola Zingaretti.

Un pensiero condiviso pure da Roberto Speranza. Il ministro della Salute, tifoso giallorosso, non nasconde la sua voglia di tornare allo stadio con il figlio ma «la scuola è la priorità assoluta» e quindi un’apertura più allargata degli impianti sportivi può attendere. «Serve tempo per capire la reazione che c'è stata nel paese da un punto di vista epidemiologico con la riapertura degli istituti scolastici. La misureremo e poi valuteremo passo dopo passo», argomenta.

Dichiarazioni opposte rispetto a quelle del suo vice Pierpaolo Sileri, che mercoledì aveva parlato della possibilità di dare il via libera all’ingresso dei tifosi fino a «un terzo» della capienza dell’impianto sportivo. Ora la palla passa al Cts che domani dovrebbe vagliare la documentazione e nei giorni successivi inoltrare il proprio parere al governo per la decisione finale. Per ora si resta ai pochi intimi.

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