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GionnyScandal: “I talent? Perché no?"

INTERVISTA

MUSICA Gionnyscandal, è un ragazzo umile e con i piedi per terra. Ha scritto un bel libro “La via di casa Mia” ed è “solo” un fenomeno da milioni di views, seguitissimo sui social e non solo. Con Max Pezzali canta “Siamo quel che siamo”, brano diventato colonna sonora di uno spot televisivo.

Inarrestabile Gionnyscandal, è ora in uscita con “Buonanotte”. Che progetto è?
«Buonanotte vuole essere un augurio rivolto alle persone a noi più care. Tutti siamo abituati prima di addormentarci a pensare in particolare alla persona che amiamo e ad augurarli la buonanotte. Un semplice gesto, un messaggio quotidiano che per diverse circostanze o per rotture improvvise all’interno di un rapporto da un momento all’altro può capitare di non poter più fare. Buonanotte nasce nelle sere malinconiche in cui mi ero lasciato con la mia ragazza e non potendole più augurare la buonanotte, per colmare il vuoto, ho sentito l’esigenza di sfogarmi scrivendo questa canzone.
 

Quindi, cosa rappresenta questo brano?
«“Buonanotte” è tutto quel che non ho mai avuto il coraggio di dire alla mia ragazza, seppur può sembrare scontato è proprio la forza dell’amore che riesce a darci la forza di andare avanti e a sorridere, facendoci superare ostacoli e momenti bui».

Come vede, da professionista, la musica live nell’era Coronavirus?
«Purtroppo La dimensione live è proprio quella che mi manca di più, da musicista ti senti vivo quando sei su un palco e hai l’interazione del pubblico, la magia che si crea è indelebile e ti ripaga di tutti gli sforzi fatti in studio. Purtroppo la situazione spettacoli dal vivo in Italia è critica e secondo me lo sarà ancora sino alla fine dell’anno. Quel che mi auguro è che si possa tornare presto a una dimensione di concerto più normale, dove si possa vivere quell’adrenalina e quella spensieratezza che anche la musica è in grado di regalare con le sue vibrazioni».

Che rapporto ha con i social? E con i talent show tanto di moda?
«I social sono ormai lo strumento privilegiato per parlare quotidianamente col tuo pubblico. Ti permettono di arrivare a più persone e possono essere un volano per lo sviluppo del tuo progetto.. L’importante è usarli nel modo corretto e non farsi intrappolare. La vita reale rimane fuori dai social. Sui talent? Non ho un giudizio particolare. Ormai ce ne sono tanti e di svariati e se continuano a far parte del palinsesto televisivo vuol dire che sono format che funzionano».

Ci andresti?
«Se mi dovessero proporre come coach o giurato di un qualche talent musicale lo valuterei, l’idea di raccontare la mia storia e dare una mano a giovani artisti nel cercare la loro identità musicale non mi dispiace affatto.

Un consiglio che si sente di dare ai giovani che vedono un futuro ancora più incerto visti i tempi…
«Non perdete il vostro tempo ma di investitelo per cercare di essere innovativi, creativi e originali. Abbiamo un sacco di talento in Italia va solo trovata la chiave giusta per farlo venire fuori. I tempi sono duri certo, ma più si è preparati e più si ha l’opportunità di farsi notare. Non abbiate paura di buttarvi in nuove esperienze».

La sua esperienza con il collega Max Pezzali: la prima di una serie o solo una parentesi? E cosa le ha dato?
«Lavorare con Max Pezzali al brano “Siamo quel che siamo” mi ha segnato parecchio. Io conoscevo lui e mi ha stupito sapere, quando ci siamo incontrati per la prima volta in studio, che lui conosceva molti dei miei pezzi. È un grandissimo artista, molto umano e disponibile, una bella persona, mi porto dietro un bel ricordo e mai dire mai nella vita».

Crede nella politica di oggi?
«Sinceramente non molto, mi sembra che ognuno guardi i suoi interessi senza capire le reali necessità del Paese».

E come si tiene informato sugli accadimenti quotidiani nel mondo?
«Le notizie passano dalla rete, navigo su alcuni portali cercando di tenermi aggiornato sulle vicende, i social in questo aiutano, seppur in maniera molto rapida, ti danno una visione generale dei fatti principali della giornata. Importate è seguire le fonti di comunicazione autorevoli per non inciampare in fake news».

ORIETTA CICCHINELLI

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