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Diasorin e camici si indaga sui telefoni

Milano

Giorni difficili per le utenze telefoniche del governatore della Lombardia Attilio Fontana e del suo entourage. Oggi il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano sta eseguendo acquisizioni di contenuti, mirate, sulla base di parole chiave, all’interno di cellulari di indagati e protagonisti della vicenda legata alla fornitura alla Regione Lombardia di camici dalla Dama spa, la società del cognato di Fontana, per oltre mezzo milione di euro. L'operazione non riguarda il telefono del presidente della Regione, ma dell’ex dg di Aria (la centrale acquisti regionale), di una dirigente, di funzionari, anche non indagati, che hanno avuto a che fare con la vicenda. La vicenda è quella che ha al centro il presunto affidamento diretto alla Dama Spa, senza gara, di circa 75mila camici destinati agli operatori sanitari della regione, presentati dalle parti come donazione ma che secondo la Procura di Milano sarebbero stati trasformati in un dono solo dopo i dubbi sollevati dalla trasmissione Report. Nell’inchiesta, oltre al cognato di Fontana Andrea Dini e ad alcuni dirigenti di Aria, è indagato anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, per frode in pubbliche forniture. Tra i cellulari acquisiti anche quello di Roberta Dini, moglie di Fontana, dell’assessore regionale al Bilancio, Davide Caparini, e dell’assessore all’Ambiente, Raffaele Cattaneo. La stessa operazione di acquisizione sarà eseguita sul cellulare di Giulia Martinelli  la responsabile della segreteria del presidente lombardo ed ex compagna del segretario della Lega Matteo Salvini e di altri dello staff del governatore. Nessuno di loro risulta indagato.

L'operazione della Gdf di oggi arriva 24 ore dopo quella ordinata ieri dalla Procura di Pavia nel decreto con cui ha incaricato la Guardia di Finanza di effettuare la copia forense dei dati contenuti nel telefono del presidente lombardo, Attilio Fontana (non indagato), nell'ambito dell'inchiesta sull'accordo tra il Policlinico San Matteo di Pavia e la società Diasorin per i test sierologici. Un provvedimento contro cui intende fare ricordo al riesame l'avvocato di Fontana Jacopo Pansa, anche per le modalità: «E' una procedura molto invasiva e spettacolare. Alle 7 del mattino di solito arrestano la gente. Saranno valutate tutte le criticità possibili di questa iniziativa processuale priva di garanzie per chi ha rapporti istituzionali quotidiani». Lo scopo dell'acquisizione dei dati del cellulare di Fontana è, secondo quanto detto dalla Procura, colmare il vuoto cronologico degli eventi. Punto di partenza del ragionamento dei magistrati è che uno degli indagati, il presidente della Fondazione Policlinico San Matteo, Alessandro Venturi, «nel corso della prima decade di luglio 2020 ha proceduto alla cancellazione massiva dal telefono cellulare di tutte le chat whatsapp». Tuttavia, «seppur prive di contenuto, è stato possibile rilevare l'elenco delle chat esistenti e dunque i relativi interlocutori o partecipanti al gruppo". Di qui le perquisizioni domiciliari e locali nei confronti oltre che di Fontana, anche dell'assessore alla Sanità, Giulio Gallera, del capo della segreteria di Fontana, Giulia Martinelli, di Francesco Bombelli, Marco Giachetti, Emanuele Monti, Loredano Poggioleoni, Matteo Santori e Luca Simonato. «La circostanza emersa nel cuore delle indagini  - proseguono i pm a proposito della cancellazione delle chat - rappresenta, prima facie,l'evidente volontà di celare informazioni estremamente rilevanti e con ogni probabilità compromettenti sia per Venturi che per altri soggetti, direttamente o indirettamente coinvolti nella vicenda". L'inchiesta ipotizza i reati di peculato e turbata liberta' nel procedimento di scelta del contraente.

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