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“Licenziati” dal Covid 70mila lavoratori lombardi

Milano

regione Nel secondo trimestre del 2020 in Lombardia il numero di lavoratori è diminuito del 2,4 %, con un calo del tasso di occupazione (66,5) di due punti in un solo anno. Emerge dal report di Unioncamere Lombardia in cui si evidenzia anche il calo della disoccupazione (4 %), non una buona notizia perché indica che molti non cercano nemmeno più lavoro. La conseguenza è una diminuzione del tasso di attività (69,3) e un allargamento della popolazione fuori dal mercato del lavoro. Il saldo tra attivazioni e cessazioni di rapporti di lavoro è negativo per 70 mila movimenti (l'anno precedente era pari a -8 mila), in gran parte dovuto ai mancati rinnovi dei contratti a tempo determinato. Tengono invece i contratti a tempo indeterminato, a causa del divieto di licenziamento e del massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali.
 Nei giorni scorsi l’Inail aveva denunciato come nei luoghi di lavoro lombardi si siano registrati 18.779 positivi al Covid, il 72.3% di sesso femminile, nel settore sanitario e dei servizi.

Sono 314 le persone che hanno perso la casa e 600 quelle che non riescono più a pagare l'affitto e le utenze a causa della crisi provocata dal Covid. Lo denuncia la Caritas Ambrosiana

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