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Referendum, sì al 69% "Adesso le riforme"

il taglio dei parlamentari

I risultati provvisori degli scrutini di 39135 sezioni su 1622 per il Referendum sul taglio dei parlamentari vedono il Sì al 69,14 e il No al 30,86.  "Il sì al referendum ha vinto. Voglio ringraziare tutti i cittadini che sono andati a votare e anche tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato ai seggi elettorali e hanno permesso che le operazioni di voto si svolgessero in sicurezza e nel rispetto delle indicazioni per il contenimento del Covid 19". Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, su Facebook.  "Con il consenso espresso dagli elettori in questo referendum si inaugura un nuovo metodo che i cittadini hanno dimostrato di apprezzare. Il 'sì' alla riduzione del numero dei parlamentari, che dalla prossima legislatura passeranno dai 945 attuali a 600, è stato approvato con un'ampia maggioranza che permette finalmente a questa riforma di essere definitiva - ha continuato -. Permette anche di andare avanti speditamente con le altre riforme in qualche modo collegate, alcune delle quali, come l'equiparazione dell'elettorato attivo per Camera e Senato, la modifica dell’elezione al Senato su base regionale e la riduzione dei delegati regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica, hanno già iniziato il loro percorso in Parlamento".   "Andremo avanti anche con la legge elettorale, prestando particolare attenzione alle esigenze di rappresentanza delle aree interne del Paese e tenendo in dovuta considerazione anche le preoccupazioni per chi ha votato no. Dimostreremo che non ci sono rischi di rappresentanza, rilanceremo il ruolo e la centralità del Parlamento e stimoleremo sempre di più la partecipazione popolare", ha sottolineato."Porteremo avanti le riforme che il Paese attende da anni e daremo finalmente una nuova dimensione alla politica perché torni ad essere vicina alle persone, così come il Movimento 5 Stelle ha dimostrato di fare da quando è nato".

Pd. "Primo tassello di disegno organico. Ora avanti con altre riforme". Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio Roma. "Al successo del Sì ha contribuito la determinazione con cui il Partito democratico ha sostenuto il voto favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari, obiettivo sempre presente nelle nostre proposte di riforma", spiega Delrio. "Abbiamo posto il primo tassello di un più complessivo e organico ammodernamento istituzionale come ribadito anche nell’ultima direzione nazionale sul quale il Partito democratico è fortemente impegnato. Ora avanti con le altre riforme per rafforzare la democrazia rappresentativa e procedere in direzione di una democrazia più decidente e più efficiente, a cominciare dal superamento del bicameralismo paritario". Per Delrio, "non solo il Parlamento non esce delegittimato, ma le Camere che hanno preso una decisione coraggiosa di autoriforma, confermata dagli elettori, possono e devono proseguire sino al 2023 con altre riforme istituzionali condivise anche al di là della maggioranza".

Della Vedova: "Problemi". “Più Europa è l’unico partito ad aver votato in Parlamento quattro volte su quattro ‘No’ alla mutilazione della Costituzione. Il risultato del referendum sul taglio dei parlamentari, con la vittoria del Sì per cui si erano schierati tutti i principali partiti populisti e sovranisti, cui buon ultimo si è aggiunto anche il Pd, avrà gravi ripercussioni negative sull’efficienza e sulla rappresentatitività delle Camere: questo è un motivo di grave rammarico”. Lo dichiara il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. “Il fatto che in sole due settimane effettive di campagna elettorale, resa peraltro difficile dalla coincidenza con importanti elezioni regionali, il NO abbia recuperato rispetto a tutti i sondaggi guadagnando il consenso di circa un terzo degli elettori, dimostra che c’è un pezzo non marginale d’Italia che non ha abboccato all’amo populista e alla furia antipolitica ed antiparlamentare - prosegue - Si tratta di un risultato comunque straordinario, ancorchè minoritario, di cui siamo orgogliosi e che, alla delusione per il ‘taglio’, contrappone una iniezione di fiducia per il futuro politico del nostro paese. C’è molto da lavorare - conclude Della Vedova - ed il nostro impegno non mancherà”.

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