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Italia al voto, risposte alle domande più frequenti

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L’election day fissato il 20 e 21 settembre chiamerà alle urne milioni di italiani per il referendum costituzionale confermativo relativo alla riduzione del numero dei parlamentari, per le elezioni suppletive del Senato, per le regionali e le comunali.   Secondo l'ultimo aggiornamento reso noto dal Viminale, gli aventi diritto al voto nel referendum costituzionale sono 46.415.806, distribuiti su 61.622 sezioni. Gli elettori residenti all’estero, che votano per corrispondenza, sono 4.537.308.  Queste in sintesi le rispose alle “domande più frequenti” pubblicate sul sito web del Viminale. 

ITALIANI ALL’ESTERO - Gli italiani residenti all’estero possono votare alle regionali e alle amministrative venendo in Italia a votare presso il comune di iscrizione nelle liste elettorali. Per le elezioni regionali e per quelle amministrative non è previsto il voto per corrispondenza. Voto per corrispondenza ammesso invece per il referendum: in questo caso gli italiani residenti all’estero esprimono il loro voto su schede che, inserite in apposite buste pervenute per corrispondenza agli Uffici consolari, vengono spedite in Italia dai Consolati mediante valigia diplomatica accompagnata.  I plichi arrivati in Italia sono stati presi in consegna dall'Ufficio centrale per la circoscrizione Estero presso il quale, sulla base dell'elenco degli elettori fornito dal ministero dell'Interno, sono istituiti seggi elettorali per lo scrutinio delle schede pervenute. Le operazioni di scrutinio iniziano alla medesima ora dello spoglio dei voti espressi nei seggi istituiti sul territorio nazionale, e cioè alle 15 di lunedì 21 settembre. La legge 6 maggio 2015, numero 52 ("Italicum") ha modificato la normativa sul voto all'estero, prevedendo - in occasione di elezioni politiche o referendum nazionali - la possibilità di votare per corrispondenza all'estero anche per gli elettori (ed i loro familiari conviventi) che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all'estero per un periodo di almeno tre mesi, nel quale è ricompresa la data della votazione.

DIRITTO DI VOTO - Il diritto di voto deve essere esercitato nella sezione elettorale del comune di residenza nella quale si è iscritti come elettori. I componenti del seggio, i rappresentanti delle liste dei candidati e gli ufficiali e agenti della forza pubblica in servizio di ordine pubblico possono votare nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se sono iscritti come elettori in altra sezione di quello stesso comune. La possibilità di votare in una sezione diversa da quella di appartenenza è prevista anche per gli elettori non deambulanti, nel caso in cui la sezione abbia barriere architettoniche.

VOTO DETENUTI - L’elettorato attivo è riconosciuto ai detenuti che non siano incorsi nella perdita della capacità elettorale (a seguito dell’interdizione dai pubblici uffici); tale diritto può essere esercitato per le elezioni regionali se il luogo di detenzione o custodia preventiva si trova nel territorio della Regione del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti.

DIVERSAMENTE ABILI - Possono essere accompagnati all'interno della cabina elettorale solo gli elettori diversamente abili che siano fisicamente impediti nell'espressione autonoma del voto: nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un invalido. Gli elettori affetti da gravissime infermità, tali da renderne impossibile l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano e quelli affetti da gravi infermità, che si trovino in dipendenza continuativa da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione, possono votare a domicilio.

IL QUESITO DEL REFERENDUM - Il quesito stampato sulla scheda è: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”. Per la validità del referendum costituzionale confermativo, a differenza che per il referendum abrogativo, non è previsto dalla legge un quorum di validità: l'esito è comunque valido indipendentemente dalla percentuale di partecipazione degli elettori.

CITTADINI PAESI UE - I cittadini degli altri Paesi dell’Unione europea residenti in Italia possono votare qui alle elezioni comunali e circoscrizionali. Con il decreto legislativo 197 del 12 aprile 1996 è stata recepita nel nostro ordinamento la direttiva comunitaria che prevede l’equiparazione ai cittadini italiani dei cittadini dell’Ue residenti in Italia, purché presentino apposita domanda entro il quarantesimo giorno antecedente la votazione.  I cittadini degli altri Paesi che fanno parte dell’Unione europea residenti in Italia possono presentare la propria candidatura a consigliere comunale e circoscrizionale. Non è invece ammissibile, per i cittadini dell’Unione europea, la candidatura a sindaco.

COMUNALI, MODALITA’ DI VOTO - Le modalità di espressione del voto cambiano in funzione della popolazione dei comuni. Nei comuni fino a 15.000 abitanti si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco, solo sulla lista collegata al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata al medesimo candidato sindaco: in ogni caso il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco. E’ eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.    Nei comuni con più di 15.000 abitanti si può: tracciare un segno solo sul candidato sindaco; in questo caso il voto viene attribuito solo al candidato sindaco; tracciare un segno solo su una delle liste collegate al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate al medesimo candidato sindaco: in entrambi i casi il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista di candidati consiglieri; esprimere il voto disgiunto, tracciando un segno sul candidato sindaco ed un altro segno su una lista non collegata: in questo caso il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista non collegata. È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno); qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare domenica 4 e lunedì 5 ottobre per il ballottaggio tra i due candidati più votati. Le preferenze si esprimono scrivendo negli appositi spazi il cognome (oppure il nome e cognome in caso di omonimia) dei candidati consiglieri comunali della lista votata.    Nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti si può esprimere una sola preferenza. Nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti è possibile esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale,  scrivendone il cognome nelle apposite righe tratteggiate poste al di sotto del contrassegno di lista. In caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare una candidata di genere femminile ed un candidato di genere maschile (o viceversa), pena l’annullamento della seconda preferenza. 

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