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Tre storie dalle scuole alle prese con la riapertura

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PISA La prima storia viene dalla Toscana dove, nonostante siano tornati tutti in classe da lunedì, si naviga a vista al Liceo Scientifico Ulisse Dini di Pisa, frequentato da 1.300 studenti per 50 classi. «Ci hanno divisi in due gruppi -racconta una studentessa del terzo liceo - Metà classi questa settimana entrano alle 8 per tre  lezioni da 50 minuti, dalle 8 alle 10:30, l’altra metà entra più tardi sempre per tre ore. La prossima settimana i due gruppi saranno invertiti. Per ora non abbiamo avuto altre comunicazioni. Nella mia classe siamo in 28. Ognuno di noi ha i banchi monoposto, che sono gli stessi degli scorsi anni, non nuovi. Ogni banco dista dall’altro 20 centimetri, ma tra noi studenti il metro di distanza è assicurato. Solo che i professori non hanno  lo spazio per passare tra i banchi».

«Ogni classe a casa per 5 giorni al mese»

La seconda storia viene da Roma. Problemi di spazio anche al liceo scientifico Augusto Righi, frequentato da 1.450 studenti, divisi in 57 classi, uno dei più popolosi della Capitale. «Non è stato facile trovare tutti gli spazi per sistemare i banchi con il giusto distanziamento, ma sono state sfruttati anche i locali adibiti a laboratorio e sale multimediali. Oggi abbiamo differenziato l'ingresso delle prime con le altre classi - ha spiegato la preside, Monica Galloni - e siamo stati aiutati dai ragazzi più grandi che hanno fatto da accoglienza per i nuovi studenti. Abbiamo distribuito le mascherine e alle 10 e tre quarti sono uscite le prime e poi sono entrate tutte le altre classi. Per garantire il distanziamento, le classi non saranno presenti a scuola per cinque giorni al mese”.

«Aula magna delle medie prestata alle elementari»

Terza e ultima storia da Rieti. Nella città sabina, a tre giorni dal ritorno a scuola, il sindaco ha deciso di posticipare la riapertura a dopo le elezioni, il 24 settembre, a causa della lettera che alcuni presidi gli avevano scritto, perché impossibilitati a sistemare tutti gli studenti per la mancanza di spazi. La scuola media statale Ricci era uno degli Istituti pronti alla riapertura. «Abbiamo ricevuto dalla preside la “mappa” delle entrate, ben cinque, a seconda delle classi - spiega una mamma - L’aula magna è stata utilizzata per ricavarne alcune aule da prestare alla scuola elementare dello stesso istituto comprensivo. Gli scorsi anni era utilizzata per fare i laboratori teatrali e le lezioni di musica”, oltre che per gli incontri con i professori».

VALERIA BOBBI

 

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