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Sulla pillola abortiva si accende lo scontro

TORINO

TORINO Si fa acceso lo scontro sull’annunciata proposta di deliberazione dell’assessore di Fdi, Maurizio Marrone di imporre il ricovero delle donne che si sottopongono all’aborto farmacologico. Se approvata, ribalterebbe quanto deciso dal ministero della Salute poco più di un mese fa che consente di somministrare la pillola Ru486 in regime di day hospital mentre stando alla proposta che ancora non sarebbe approdata in giunta regionale, non sarebbe prevista la distribuzione nei consultori alla fine dell’emergenza covid.

Il governatore della Regione Alberto Cirio ha spiegato che la proposta andrà discussa in maggioranza ma ha precisato che non è ancora in calendario «perché si sta approfondendo il tema». Frena anche l’assessore alla Sanità Luigi Icardi. Ma è subito battaglia a distanza. Dal Pd a Luv, ai Radicali, tutti si sono detti contrari. «La ricerca di visibilità della ultra-destra in Regione Piemonte è patologica, come tutta la loro battaglia contro la Ru486 è oscurantista e antiscientifica», tuona il capogruppo di Luv, Marco Grimaldi. Sul caso è intervenuta la sindaca di Torino Chiara Appendino: «Il diritto di scelta non si tocca». E Salvini, ieri a Venaria Reale ha spiegato: «Non ho seguito la vicenda, ma lasciamo che siano le donne a decidere della loro vita e del loro futuro».

CRISTINA PALAZZO

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