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Migranti, von der Leyen "Salvare, ma servono rimpatri"

Ue

“La crisi migratoria del 2015” ha avuto gravi conseguenze che rappresentano “una ferita ancora aperta”, ma “possiamo trovare una soluzione”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso del suo primo discorso sullo Stato dell’Unione. Con il ‘Nuovo patto Ue per la migrazione e l’asilo’, che la Commissione annuncerà la settimana prossima, “noi assumeremo un approccio umanistico e umano”. “Il principio è: salvare vite in mare, questo non è opzionale”, ha sottolineato. “E quei Paesi che rispettano obblighi giuridici e morali devono contare sulla solidarietà dell’Unione” ma “dobbiamo distinguere coloro che hanno diritto di rimanere da coloro che non ne hanno diritto”. Da qui una maggiore cooperazione annunciata dalla von der Leyen “in materia di asilo e rimpatri”.

Afd. Ursula von der Leyen è stata contestata dall’eurodeputato tedesco Jörg Meuthen (Identità e Democrazia) nel corso della replica agli interventi dei capigruppo del Parlamento europeo al suo primo discorso sullo Stato dell’Unione. La von der Leyen, ha iniziato l’intervento in risposta alle “posizioni di estrema destra” che “segnano una differenza fondamentale su come si guardano le persone, l’essere umano per noi ha una dignità a prescindere da dove venga”. “Ovviamente - ha proseguito -  l’estrema destra ha una posizione diversa, fa differenze tra tipi di esseri umani, tra ‘noi’ e ‘loro’”. “E ‘loro’ - ha aggiunto - devono confrontarsi con l’odio, ma l’odio non ha mai portato buoni consigli”. A questo punto Meuthen si è alzato e ha interrotto la presidente. “Questo la fa arrabbiare - è stata la replica della von der Leyen - perché tocca nel vivo la nostra diversità”. “Ogni anno due milioni di persone vengono in Europa e 140mila sono profughi. Noi dovremmo saper gestire queste persone”, ha concluso la politica tedesca sul capitolo migrazione.

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