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Fratoianni (Sinistra Ita.) Ecco perché votare No

il taglio dei parlamentari

Al referendum voterò No. Lo farò con convinzione per alcune semplici ragioni. Prima però una considerazione: quando in Parlamento si è arrivati all’ultimo passaggio l’accordo di governo prevedeva che alla riforma venisse associato un intervento correttivo e contestuale basato su modifiche di carattere costituzionale e su una nuova legge elettorale proporzionale. La ragione di questa scelta basta a spiegare alcuni dei rischi che il taglio lineare dei parlamentari porta con se.

La riduzione prevista, infatti, produce due conseguenze immediate negative.

Da un lato la riduzione, che non interviene in modo uguale in ogni territorio, penalizzerà significativamente alcune aree del Paese e la possibilità di avere un corretto rapporto tra eletti ed elettori sarà pesantemente ridotta. Il risultato sarà di escludere intere aree del Paese dalla possibilità di vedere rappresentate nelle aule parlamentari le loro ragioni e le loro istanze.

E poi il pluralismo politico: ridurre il numero significa aggiungere alle soglie di sbarramento formali (gia innalzate in questi anni) delle soglie “naturali” che in alcuni territori escluderanno dalla rappresentanza milioni di voti. E’ evidente infatti che se si riduce in modo così significativo il numero di eletti in alcune zone serviranno percentuali altissime per accedere alla ripartizione dei seggi.

Di fronte a queste conseguenze gli argomenti a favore del si appaiono fragili e assai discutibili.

Il primo e il più ripetuto è quello sui risparmi. Ma nessuno può seriamente sostenere che 57 milioni di euro (ovvero il costo di un caffè all’anno per ogni cittadino) rappresentino un risparmio così significativo da giustificare un intervento che porta con se i rischi sopra esposti.

NICOLA FRATOIANNI – SINISTRA ITALIANA

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