Meteo
 


Fatti&Storie

«Vaccino già a novembre se il test non ha problemi»

Coronavirus

ROMA «In questo momento assembramenti di massa che coinvolgono migliaia di persone non sono pensabili, bisogna vedere l'effetto dell'apertura delle scuole. Ma fino a quando non avremo un vaccino, portare decine di migliaia di persone a contatto uno con l'altra, non è possibile». Sull’apertura degli stadi il consulente del Ministro della Salute e membro del comitato esecutivo dell’Oms Walter Ricciardi è netto. Anche se la buona notizia potrebbe arrivare presto: secondo Piero di Lorenzo, presidente della Irbm di Pomezia, se i test dovessero essere positivi, già a novembre potrebbero arrivare in Italia i primi 2-3 milioni di dosi di vaccino. La situazione globale, comunque, è tutt’altro che risolta: per l’Oms, «siamo ancora all’inizio della pandemia». L’inviato speciale dell'Oms, David Nabarro,  ha descritto la situazione durante una seduta della commissione per gli affari esteri del Regno Unito: «È molto peggio di qualsiasi fantascienza sulle pandemie». Intanto ieri il numero delle persone positive è salito a 40.532 unità in Italia, 820 in più rispetto al giorno precedente.

Quarantena corta con più tamponi

Sul numero dei tamponi si è espresso in un’intervista a La Stampa Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Padova, specificando che la quarantena può essere ridotta da 14 a 7 giorni solo se si effettuano più tamponi. Ritornando al calcio, il Covid potrebbe costare caro all’economia del pallone, circa 14 miliardi di dollari secondo Olii Rehn  capo del comitato Fifa istituito per affrontare gli effetti della pandemia. Quest’ultima, continua il finlandese, «ha creato scompiglio con alcune società che hanno dovuto affrontare difficoltà gravi». Rehn tira in ballo le accademie giovanili e i club di serie inferiori per cui si dice «seriamente preoccupato».

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie
Elezioni