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Si ritorna sui banchi In aula oltre 5,6 milioni

Scuola

Da oggi oltre 5,6 milioni di alunne e alunni riprenderanno le lezioni nel sistema scolastico italiano. Si tratta dei primi dati elaborati sul nuovo anno scolastico, il 2020/2021, rende noto il ministero del'Istruzione.

Studenti.   Sono oltre 8,3 milioni le studentesse e gli studenti che rientrano quest’anno tra i banchi: 7.507.484 negli istituti statali, ai quali si aggiungono i circa 860 mila delle paritarie.

Classi. Quest’anno, le studentesse e gli studenti delle scuole statali saranno distribuiti in 369.048 classi. Di questi, 876.232 sono iscritti alla Scuola dell’infanzia, 2.384.026 alla Primaria, 1.612.116 alla Secondaria di primo grado, 2.635.110 alla Secondaria di secondo grado.    Si registra un leggero calo degli alunni: lo scorso anno erano 7.599.259. Sempre nella scuola statale, studentesse e studenti con disabilità aumentano dai 259.757 di un anno fa ai 268.671 di quest’anno. Di questi, 19.907 frequenteranno la Scuola dell’infanzia, 100.434 la Primaria, 70.431 la Secondaria di primo grado, 77.899 la Secondaria di secondo grado.

Oggi. Studenti sui banchi già da lunedì scorso, in Alto Adige, ma la vera prova di ripartenza è in programma per oggi, quando la campanella dovrebbe suonare (ma non sono escluse variazioni dell’ultim’ora) in 13 regioni: Lazio (ma il sindaco di Rieti ha fissato al 24 settembre l’apertura degli istituti di competenza comunale, che sono asili, elementari e medie), Liguria (con rinvio al 24 a La Spezia), Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Toscana, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto, Trentino).  Due giorni dopo, il 16 settembre, rientro in classe per gli alunni del Friuli Venezia Giulia; il 22 settembre la riapertura in Sardegna, mentre il 24 settembre completano il quadro delle aperture le regioni Abruzzo, Basilicata, Campania (e qui in alcune zone, centri in provincia di Salerno, c’è già un rinvio al 28 settembre, e il governatore De Luca nutre molti dubbi su una riapertura tranquilla), Calabria e Puglia.  I primi a riaprire i battenti, comunque, sono stati, già dal 3 settembre scorso, e successivamente il 7, numerosi istituti scolastici per l’infanzia, in diverse regioni. Ma tra protocolli anti coronavirus, l’allarme dei presidi sulla mancanza di aule e banchi, docenti e impiegati amministrativi che minacciano di non rientrare, graduatorie per le supplenze contestate, il rebus trasporti, la misurazione della temperatura corporea, le mascherine e il distanziamento, problemi logistici vari e tanto altro ancora, la vera prova di ripartenza fissata per lunedì 14 settembre è praticamente tutta in salita. E la stessa cosa vale per le riaperture successive. Il calendario per l'avvio delle lezioni scolastiche 2020-2021, come ogni anno, varia da regione a regione, o province autonome, con il ministero dell’Istruzione che ha indica la data di apertura e con gli Enti locali che poi deliberano i propri calendari in base alle diverse esigenze.

Ordine sparso.   Mai come quest’anno, però, la riapertura sta avvenendo davvero in ordine sparso. Prima le scuole dell’infanzia, poi quelle di primo e secondo grado. Scelte diverse da regione a regione, e in alcuni casi anche da città a città. La prossima settimana, in ogni caso, pochi giorni dopo l’apertura, negli istituti scolastici scelti come sede di seggio elettorale per il referendum sul taglio dei parlamentari, le lezioni si fermeranno per alcuni giorni tra il 19 e il 22.  Stessa cosa per le scuole ubicate nelle regioni al voto (Liguria, Veneto, Valle d’Aosta, Marche e Toscana – in Campania e Puglia le scuole riaprono il 24) e nei circa 1.100 centri dove si vota per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale. E anche in questa circostanza non mancano le particolarità. In Sicilia, per esempio, tutti gli istituti scolastici scelti dagli enti locali come sede di seggio elettorale per il referendum sul oppure per le consultazioni amministrative, i dirigenti scolastici hanno la possibilità di prorogare l'apertura anche di dieci giorni, al 24 settembre. E in tutta Italia non sono pochi gli istituti che hanno già rinviato di qualche giorno la ripresa delle lezioni.  Intanto, per sabato 26 settembre è in programma la prima manifestazione nazionale di protesta del mondo scolastico, promossa anche dalle organizzazioni sindacali, con i docenti precari in prima linea. Il giorno precedente, invece, protesta indetta dall’Unione degli Studenti, con appuntamenti in piazza a Roma e Milano e presidi in diverse città.

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