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Mancano prof e banchi bimbi anche in ginocchio

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ROMA «La scuola è cominciata con tutte le criticitàche conosciamo: ritardi nella consegna dei nuovi banchi, organico non nominato, spazi carenti». Lo dice il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, che però giudica positivamente il primo giorno di scuola dopo sei mesi di assenza: «Il clima è stato sereno, non ci sono stati particolari problemi a seguire le regole stabilite».

Non tutti a scuola

All’appello mancano ancora migliaia di professori (860 mila cattedre non assegnate), ma anche di banchi e aule. Ieri i bambini di una scuola elementare nel quartiere Castelletto di Genova sono stati costretti a stare in ginocchio per terra usando le sedie come banchi per scrivere. Una foto diventata virale sul web. È proprio sui banchi che Giannelli pone l’accento. «Finora è arrivato a destinazione solamente l’8% dei banchi, cioè 200 mila unità. Restano due milioni e 200 mila banchi che devono ancora essere recapitati agli istituti». Le scuole che, per ora, sono rimaste senza «stanno ricorrendo a degli stratagemmi», spiega il presidente dell’Anp.

Mattarella: «Sfida decisiva»

Il premier Conte, che ieri a Roma ha accompagnato il figlio a scuola, ha riconosciuto che «ci saranno difficoltà, disagi, soprattutto all’inizio». La cerimonia ufficiale di inaugurazione del nuovo anno si è  tenuta nella scuola primaria “Guido Negri” di Vò (paese simbolo della pandemia con la prima vittima accertata in Italia lo scorso 22 febbraio), alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. «Ci troviamo di fronte a una sfida decisiva - ha detto Mattarella - la riapertura delle scuole esprime la piena ripresa della vita dell’Italia. La decisione di chiudere le scuole è stata necessaria e dolorosa. La scuola ha nel suo dna il carattere di apertura, di socialità, di dialogo. Ecco perchè questi giorni, in cui le scuole riaprono e si popolano, sono giorni di speranza». «Gli studenti hanno tanta voglia di tornare in classe e riappropriarsi della socialità - ha aggiunto la ministra Azzolina -  essere a Vò è un segnale importante per un territorio che ha sofferto ma che non ha mai abbandonato gli studenti».

Proteste in 40 città

La Rete degli studenti medi ha manifestato davanti agli istituti di 40 città del Paese. Il coordinatore Federico Allegretti dichiara: «La ministra Azzolina non sa quello che sta facendo, il poco che il ministero ha messo in campo non è sufficiente per la riapertura in sicurezza».

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