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Scuola, tutti i dubbi di presidi e pediatri

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Sul ritorno in aula restano alcune incognite sia dal punto di vista organizzativo che sul piano della risposta del sistema sanitario delle singole regioni alle richieste di tamponi per quegli alunni che si sospetti siano positivi al Covid. 

Le prime perplessità riguardano i nuovi banchi singoli che il ministero dell’Istruzione insieme al commissario di Governo per l’emergenza Coronavirus si sono impegnati a consegnare a tutti gli istituti. Qualche dubbio è stato espresso dal rappresentante dei presidi italiani, Antonello Giannelli, presidente dell’Anp: "Sulla consegna dei banchi riceviamo segnalazioni di ritardi, si parla di 200mila consegnati su 2.400.000". Una differenza notevole che potrebbe mettere in crisi molte scuole non potendo garantire le distanze di sicurezza di un metro all’interno delle singole classi. E ancora non tutti gli spazi alternativi previsti sono stati recuperati nei Comuni al fine di allestire classi in spazi che garantiscano il rispetto delle norme anti covid.
Solo lunedì mattina la situazione sarà più chiara e Giannelli ha sottolineato che la “decisione di rinviare l’apertura delle scuole non spetta ai presidi” ma che “si tratta di decisioni che il dirigente scolastico prende insieme al Comune, il quale  predispone il rinvio motivandolo, ad esempio, da lavori ancora da ultimare o altre problematiche". "Una buona notizia l’abbiamo ricevuta con la circolare per la gestione dei lavoratori fragili - ha detto Giannelli - su questo fronte siamo soddisfatti poiché era una nostra richiesta ed ora abbiamo delle linee guida precise da seguire per questi lavoratori".

Dal punto dei vista dei pediatri, chiamati in questo avvio di anno scolastico a svolgere un grande lavoro sia di  prevenzione che di accertamento dei casi sospetti, “è necessario che l’esito del tampone naso-faringeo, che dovrà essere richiesto a seguito del triage telefonico, si abbia in un massimo di 48 ore”. La risposta del tampone per Paolo Biasci, presidente della federazione italiana medici pediatri, deve essere tempestiva altrimenti tutto il sistema non potrà reggere. "La pediatria è pronta - ha detto  Biasci - da sempre l’inizio della scuola rappresenta per noi un momento importante, l'apertura di una stagione nuova dove le patologie dei bambini sono pressanti e quest’anno la situazione sarà complicata dal Covid. Ci sarà la difficoltà di dover differenziare quello che è Covid da tante altre sindromi virali: febbre, bronchiti, raffreddori, mal di gola". "I pediatri faranno il loro lavoro - ha concluso Biasci -  ci impatteremo con un'organizzazione che ci auguriamo sia stata messa in piedi. Da alcuni mesi noi chiediamo una organizzazione sul territorio per la Fase 3 e da lunedì verificheremo se le Regioni si sono organizzate".

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