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Israele, ancora lockdown Tutto chiuso per tre settimane

Coronavirus

Il governo israeliano ha deciso di proclamare un nuovo lockdown per arginare l'epidemia. Durerà tre settimane a partire dalle 14 di venerdì 18. Il secondo confinamento sarà articolato in tre fasi e conterrà misure molto rigide. Si prevedono tre fasi, e almeno le due settimane iniziali con rigide restrizioni: circolazione limitata a 500 metri da casa, scuole e aziende chiuse (tranne che per i servizi essenziali), limitazioni al lavoro sul posto, incoraggiamento al telelavoro. Secondo la stampa locale, altri ministri si oppongono a queste misure drastiche per gli effetti che avranno sulla già indebolita economia israeliana, che registra una disoccupazione del 21% contro il 3,3% di febbraio. Il ministero delle Finanze ha stimato che ci potrebbero essere perdite economiche per circa 5 miliardi di euro.

Dimissioni. Il lockdown ha già causato le dimissioni del ministro per le costruzioni e dell'edilizia, Yakov Litzman, del partito ultraortodosso del Giudaismo unito della Torah.   Litzman, uno dei principali alleati di Benjamin Netanyahu, è irritato dal fatto che la chiusura entrerà in vigore venerdì, quando inizia il Rosh Hashanah (Capodanno ebraico). Il leader ultraortodosso, le cui parole avevano già suscitato perplessità per la sua gestione iniziale della pandemia quando era a capo della Sanità, aveva chiesto all'esecutivo di consentire che le cerimonie dei prossimi festeggiamenti (Rosh Hashanah, Yom Kippur) si tenessero comunque con un'ampia partecipazione, considerato che si tratta di date molto importanti per l'ebraismo. La chiusura "impedirà a centinaia di migliaia di ebrei di ogni estrazione sociale di pregare nelle sinagoghe", ha denunciato Litzman.

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