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Cina, vaccino sperimentale testato su migliaia di persone

Coronavirus

Un vaccino sperimentale è stato inoculato a centinaia di migliaia di persone in Cina: una vaccinazione di massa che potrebbe essere arrivata prima del completamento degli studi scientifici.    Il CoronaVac sviluppato dalla Sinovac Biotech è attualmente nella fase tre degli studi clinici. Sono stati quasi tutti i dipendenti dell'azienda farmaceutica cinese e le loro famiglie a ricevere il vaccino sperimentale, ha spiegato l'azienda. Il portavoce dell'azienda, Liu Peicheng, ha confermato che ai circa 3mila dipendenti e alle loro famiglie è stato offerto il farmaco su base volontaria.  La linea di produzione del vaccino di Sinovac, che ha una capacità di produzione annuale di oltre 300 milioni di dosi, ha iniziato le operazioni alla fine del mese scorso.  L'ingresso del vaccino sul mercato di massa è subordinato ai risultati delle ultime sperimentazioni, ma l'amministratore delegato dell'azienda, Yin Weidong, ha detto di aspettarsi che il suo utilizzo venga approvato entro la fine dell'anno. A luglio, la Cina ha approvato l'uso di emergenza di vaccini per gruppi specifici ritenuti ad alto rischio di esposizione, per esempio il personale medico e funzionari di frontiera.    Pechino è stata la prima città in Cina ad avviare il programma di utilizzo di emergenza e decine di migliaia di persone - compresi i lavoratori del mercato alimentare di Xinfadi, che è stato al centro dell'ultima grande epidemia della capitale a giugno - hanno ricevuto il vaccino Sinovac.

AstraZeneca. Intanto il gruppo farmaceutico AstraZeneca ha ripreso la sperimentazione clinica nel Regno Unito del vaccino anti-Covid messo a punto dall'Università di Oxford. I test sui volontari erano stati interrotti mercoledì scorso dopo che era stato riscontrato un effetto collaterale grave in uno di loro. Il vaccino contro il Covid-19 a cui lavorano l'Università di Oxford e AstraZeneca è considerato tra i più promettenti al mondo: i test cinici riprenderanno dopo la breve interruzione annunciata giovedì e dovuta -almeno secondo le indiscrezioni- all'infiammazione del midollo spinale di una delle volontarie.  Spiegando la ripresa dei test a cui al momento partecipano 18 mila volontari, l'università ha spiegato che, in test così estesi, c'è da aspettarsi che qualche partecipante abbia una cosiddetta "reazione avversa": "Ogni caso deve essere valutato attentamente" e l'università non ha specificato alcuna data di ripresa delle sperimentazioni.      Sviluppato a tempi di record (di solito questo tipo di ricerche richiedono anni), il vaccino è nella fase finale degli studi clinici e viene testato in Gran Bretagna, Stati Uniti, Brasile e Sudafrica. Secondo i risultati delle prime sperimentazioni, pubblicati lo scorso luglio sulla rivista medica britannica The Lancet, è sicuro e "addestra" il sistema immunitario, fornendo una doppia protezione, poiché svilupperebbe la produzione di anticorpi e anche di globuli bianchi o linfociti di tipo "cellule T". 

Mondo.   Nel mondo ci sono più di 30 vaccini che vengono testati sugli esseri umani in vari Paesi del mondo per contenere una pandemia che sta mettendo in ginocchio le economie del pianeta e che ha già causato oltre 28 milioni di casi e più di 900 mila morti. E nove di questi vaccini sono nelle fasi finali.  A fine agosto l'Ue ha chiuso un "primo contratto" con AstraZeneca che garantisce ai 27 Paesi membri l'accesso a 300 milioni di dosi: il contratto è stato firmato a nome di tutti gli Stati membri e il vaccino sarà distribuito proporzionalmente in base alla popolazione di ciascun Paese. 

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