Meteo
 


Fatti&Storie

Ripartenza nel caos Il ministro contro la regione Piemonte

Scuola

ROMA Nonostante il premier Conte assicuri che la scuola ripartirà in tutta sicurezza,  a tre giorni dalla riapertura, le problematiche sono tante. A partire dalla mancanza degli insegnanti e delle aule, i presidi che rimandano la riapertura perla mancanza di chiarezza anche sulle responsabilità sui protocolli di sicurezza. Oggi il ministero della Saluteha fatto sapere che potrebbe impugnare ll’ordinanza del presidente del Piemonte, Alberto Cirio, sulla misurazione della temperatura agli studenti anche a scuola.

"Credo non si possa quattro giorni prima della riapertura delle scuole cambiare le regole come fosse un gioco. Ci vuole rispetto e fiducia per le famiglie, per i dirigenti scolastici che hanno fatto un lavoro eccezionale, per i cittadini piemontesi", spiegato al ministra dell'Istruzione  Azzolina. "A fine giugno - ha continuato - abbiamo approvato delle linee guida insieme a tutte le Regioni, Piemonte compreso, dove il Cts , il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute ha detto chiaramente che la misurazione della temperatura va fatta a casa anche per evitare che studenti già contagiati vadano sugli autobus e contagino gli altri, queste solo le regole nazionali". D'accordo con la ministra anche Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione Nazionale presidi che spiega: "Su queste misure non è opportuno dividersi ed avere approcci differenziati; credo che sia sempre necessario, tanto più in momenti come questo, il rispetto dei protocolli nazionali validati dalle autorità istituzionalmente preposte". "Non mi pronuncio naturalmente sugli aspetti di natura sanitaria della misura, in quanto già autorevolmente valutati dal Cts. Ritengo quindi che la misurazione della temperatura - debba essere effettuata quotidianamente dalle famiglie la cui la collaborazione è fondamentale per il successo della ripresa delle lezioni”.

Ma i pareri sono discordanti. Non la pensa come la ministra il pediatra Italo Farnetani, docente alla Libera Università Ludes di Malta, il quale sul dibattito del controllo della temperatura degli alunni, che vede le Regioni spingere su verifiche da fare a scuola dice: "La febbre va misurata a scuola, tutti i giorni, prima dell'ingresso. Proprio come avviene in aeroporti, uffici ed esercizi commerciali. Non per sfiducia nei confronti delle famiglie, ma perché al momento di uscire per andare a scuola manca il tempo, i bambini e i genitori vanno di fretta e si potrebbero creare errori od omissioni. Ce lo dice il fenomeno dei pidocchi".

È d'accordo il virologo Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia all'università di Padova, intervenuto ad 'Agorà' su RaiTre: "Far misurare la febbre a 8 milioni di famiglie con termometri diversi non è una procedura che porta alla chiarezza. Penso che si sarebbe dovuto misurare la temperatura a scuola con sistemi automatici ed efficienti che sono disponibili".

Articoli Correlati
Fatti&Storie