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Contro la Ztl del Centro l'ira dei commercianti

Roma

ROMA Il Campidoglio aveva già anticipato che l'apertura straordinaria della Ztl legata al calo degli affari e all'esigenza di sportarsi con i mezzi privati in tempi di Coronavirus, sarebbe durata fino al 31 agosto. Ma in tanti, tra commercianti e romani, davano quasi per scontata una proroga. Così non è stato, e questa mattina è scattata la protesta.

Alcune decine di negozianti del centro storico questa mattina hanno dato vita a un sit in a pochi passi dall'Ara Pacis e dal Lungotevere per contestare la riattivazione della Zona a Traffico Limitato decisa dal Campidoglio e in vigore da ieri assieme a quelle di Trastevere e Testaccio. Gli esercizi commerciali del centro, privati dalla pandemia di Covid-19 della maggior parte dei 13 milioni di turisti annui e dei lavoratori di zona passati in smart working, hanno registrato una forte contrazione degli incassi. E ora i commercianti chiedono alla giunta di Virginia Raggi di posticipare la riapertura delle limitazioni all'accesso delle macchine e delle moto nelle strade del centro. "Viviamo in uno stato di emergenza e non capiamo perche' sono state riattivate queste misure che di fatto isolano il centro dal resto della città, la mobilità non è garantita dall'Atac che tecnicamente è fallita e non puo' viaggiare al 100% della capienza. Qui si tratta veramente di posizioni ideologiche estreme che non hanno nulla a che fare con la concertazione. Enrico Stefano dice che ascolta la città, a me sembra che ascolti solo se stesso", ha dichiarato David Sermoneta, responsabile di Confcommercio per il centro storico. "Noi chiediamo di sospendere i varchi - ha proseguito Sermoneta - almeno fino a cessata emergenza. La risposta della sindaca è stata riaprire i varchi dicendo che noi siamo il popolo che si lamenta. Non è che ci sentiamo inascoltati da questa giunta, noi siamo stati massacrati da 4 anni senza concertazione. Io ricordo da mio padre i racconti del 1938, qui si parla tanto di antifascismo ma ci sono atteggiamenti che mi lasciano alquanto perplesso". Mentre Valter Gianmaria, presidente di Confesercenti Roma, ha aggiunto: "Ci porta in piazza la sopravvivenza del commercio e dell'occupazione nel centro storico della città, quello che risente di più della chiusura dovuta alla pandemia. Non riusciamo a capire perché Raggi abbia adottato il provvedimento della riapertura dei varchi visto che le aziende del centro storico sono già in grandissima difficoltà, dal momento che stanno incassando il 10-15% di quanto incassavano l'anno precedente. Così si vogliono far morire tutte le imprese del centro storico. Già ci sono decine e decine di negozi chiusi, nelle strade importanti come via Frattina e via del Corso".

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