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Kim trasferisce a sorella una parte dei suoi poteri

NORD COREA

Kim Jong-un ha delegato parte della propria autorità ai suoi più stretti collaboratori, tra cui la sorella, Kim Yo-jong, ora alla guida degli affari interni. Lo rivela l’intelligence di Seul, in un’audizione a porte chiuse all’Assemblea Nazionale, il parlamento sudcoreano. Le deleghe avrebbero lo scopo di “alleviare lo stress di Kim ed evitare la colpa in caso di fallimento delle politiche”, secondo quanto riferito dal National Intelligence Service, citato dall’agenzia Yonhap. Il leader nordcoreano conserva ancora la sua autorità assoluta, ma una parte è stata ceduta poco a poco, secondo l’agenzia di spionaggio. Le deleghe non significherebbero comunque che Kim abbia scelto un suo successore al vertice della Corea del Nord. A Kim Yo-jong - molto in evidenza nei mesi scorsi per la distruzione dell’ufficio di collegamento intercoreano - è spettata la fetta di potere più grossa, che comprende anche la gestione delle relazioni con Corea del Sud e Stati Uniti.

Kim Yo-jong.  La sorella di Kim viene descritta come la “de facto numero 2” del regime, ma non è l’unica persona a cui il dittatore abbia delegato parte dei suoi poteri: il controllo dell’economia è ora nelle mani di un numero due della Commissione Affari Statali presieduta dallo stesso Kim, Pak Pong-ju, e del nuovo primo ministro, Kim Tok-hun. Sul piano militare, invece, Kim avrebbe delegato parte della sua autorità al direttore del dipartimento per gli Affari Militari del Partito dei Lavoratori, Choe Pu-il, e al vice presidente della Commissione Militare Centrale, Ri Pyong-chol.

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