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Bielorussia, procedimento contro gli oppositori

Minsk

MINSK Il procuratore generale della Bielorussia, Alexander Konyuk, ha aperto un procedimento penale contro gli oppositori del presidente Alexander Lukashenko, accusati di "minacciare la sicurezza nazionale". L’ufficio del procuratore ha spiegato che la creazione del Consiglio di coordinamento dell’opposizione ha "violato la costituzione". "La creazione e le attività del Consiglio mirano a prendere il potere e infliggere danni alla sicurezza nazionale", ha affermato il procuratore generale Alexander Konyuk.

 I membri del Consiglio hanno respinto le accuse e hanno insistito sul fatto che le loro azioni sono state "pienamente conformi alla legge bielorussa". L’organo di opposizione è composto dai massimi collaboratori della principale sfidante di Lukashenko, Svetlana Tikhanovskaya, nonché da attivisti per i diritti e rappresentanti dei lavoratori in sciopero. Include anche la nota scrittrice Svetlana Alexievich, Premio Nobel per la letteratura nel 2015. Un membro di spicco del consiglio, Pavel Latushko, che è stato licenziato all’inizio di questa settimana per essersi schierato con i manifestanti, ha detto di aver ricevuto minacce e potrebbe trasferirsi in Russia per evitare di essere arrestato. La facciata della sua abitazione a Minsk è stata vandalizzata durante la notte con della vernice rossa.

 «A Minsk non possono esserci ingerenze, tantomeno interventi esterni». Lo sostiene il presidente del Parlamento europeo David Sassoli in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo di ritenere “molto importante riunire il Consiglio per discutere di una crisi che riguarda i valori fondamentali». 

 

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