Meteo
 


Fatti&Storie

Scuola, i presidi scendono in campo

Fase 3 a scuola
Coronavirus fase 3

Dalle regole "per evitare assembramenti durante l'accesso, l'uscita e la frequentazione degli spazi comuni", all'inviduazione di "un locale interno per l'accoglienza degli eventuali casi sintomatici o sospetti". Sono solo alcune delle misure contenute nel vademecum per l'avvio dell'anno scolastico 2020-2021 in sicurezza che l'Associazione Nazionale Presidi ha messo a disposizione dei propri soci. Un documento che rappresenta anche una piattaforma di richieste al governo. Perchè il sottinteso del documento è: "quello che ancora la scuola nn ha per aprire in sicurezza".

Più spazio. Il documento parte soprattutto dalla necessità di "individuare gli spazi disponibili per la occupazione standard, commisurata al rispetto della distanza di sicurezza, ovvero un metro da bocca a bocca", prevedendo anche la possibilità di richiedere all'ente proprietario "la disponibilità di spazi alternativi per la mensa o di differenziazione della erogazione del servizio su un maggior numero di turni o di eventuale ricorso alla fornitura di pasti preconfezionati". Quindi sì dei presidi a B&B, cinema, aule sperimentali in teatri e altri luoghi pubblici, laddove dovesse servire.

Più docenti. E nel caso di disponibilità di spazi ulteriori, si sottolinea la necessità di individuare "l'organico necessario, in seguito ad eventuali necessari sdoppiamenti di classi". Nel caso in cui non siano disponibili spazi ulteriori, invece, si suggerisce di "rimodulare tempestivamente le attività didattiche nelle aule secondo modalità alternative di erogazione del servizio, anche predisponendo le condizioni per alternare attivita' didattiche a distanza con attività in presenza".
fronte delle misure di prevenzione protezione igienico-sanitarie, le linee guida messe a punto dall'Anp suggeriscono di "determinare percorsi differenziati di entrata e di uscita con segnaletica orizzontale e verticale".

Più igiene. E ancora, di "disporre gli incarichi, i calendari e gli orari per i collaboratori scolastici per la pulizia approfondita con detergenti e per l'igienizzazione con prodotti virucidi dei locali e delle superfici", e di "prevedere l'acquisto, la distribuzione e il ricambio dei dispositivi di erogazione del liquido disinfettante, da distribuire con regolarità nell'ambito degli ambienti scolastici". Tra gli avvertimenti, anche quello di "predisporre il locale interno per l'accoglienza degli eventuali casi sintomatici o sospetti" e di "acquistare e organizzare la distribuzione di mascherine e di altri dispositivi di protezione individuale necessari per i dipendenti e per gli studenti in condizione di lavoratori (laboratori e pcto), e per i docenti di sostegno". Le indicazioni non si fermano qui ma ipotizzano anche la previsione dell'impegno da parte delle famiglie "a misurare la temperatura e a non mandare a scuola i figli in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37,5°".

I banchi. "Servono locali, banchi monoposto e un ampliamento dell'organico - spiega il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli - Non si devono vanificare gli enormi sforzi profusi dai Presidi, dai loro collaboratori, dal Ministero e dai suoi uffici territoriali, dagli enti locali affinchè la ripartenza avvenga per tutti nella massima sicurezza - aggiunge - Ora, per esempio, i Dirigenti chiedono di conoscere con urgenza il calendario di consegna dei banchi monoposto. Non è possibile che lo vengano a sapere all'ultimo momento: l'organizzazione richiede tempo". Giannelli conclude sottolineando che "è impensabile che la mascherina sia l'unica arma di difesa dal contagio, perchè sappiamo benissimo quanto sia faticoso - per gli alunni e per il personale - indossarla per ore". E ai microfoni di Radio 24 aggiunge: "Chiediamo da tempo che si riveda la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici in relazione alla sicurezza sugli ambienti di lavoro. L'attuazione del protocollo deve valere come esimente dal punto di vista penale".

Smart working. Dal canto suo l'Anief, il sindacato degli insegnanti e del personale scolastico, chiede che il dl Agosto sia emendato dal parlamento per includere anche il personale amministrativo delle scuole nell'elenco dei lavoratori ammessi allo smart working. Categoria per adesso non contemplata anche perchè, con il riavvio delle scuole e i tanti punti interrogativi in campo, non è possibile per ora prevedere quanto personale in presenza sarà necessario. 

Mai più chiusure. "Siamo al lavoro da mesi per il rientro a scuola di tutte le studentesse e di tutti gli studenti. È una priorità assoluta del Governo perché è una priorità di tutto il Paese. Dal primo settembre le scuole apriranno per chi è rimasto più indietro. Dal 14 riprenderanno ufficialmente le lezioni. La scuola ha dato tanto nei mesi più duri dell'emergenza, ora servono responsabilità e consapevolezza da parte di tutti". Lo ha scritto su Facebook la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina. "Dobbiamo rispettare le norme di sicurezza ogni giorno. Dobbiamo tutelare la nostra salute e quella degli altri. È importante farlo per non disperdere i sacrifici di questi mesi. Le scuole non vanno solo riaperte, dobbiamo fare in modo che poi non richiudano. E serve la collaborazione di tutti", conclude Azzolina.

 

 

Articoli Correlati
Fatti&Storie