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Bonus, non solo politici 40mila "furbetti" nel mirino

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A ben guardare, i duemila politici "furbetti del bonus" sono in "buona" - si fa per dire - compagnia. Almeno 40 mila cittadini hanno presentato richiesta di bonus, non dovuto. Oggi il presidente dell'Inps Pasquale Tridico, in una lunga audizione presso la Commissione LAvoro della Camera, ha fornito alcuni dati e informaizoni circa la fuga di notizie sui parlamentari coinvolti.

Fuga di notizie. «Il cda aveva la notizia ma non i nomi. La notizia è stata data da Repubblica e noi come Inps siamo vittime non carnefici».
E ha aggiunto: «Non è la prima né l'ultima volta che si verificano casi di fughe di notizie dall'Istituto, come ad esempio il caso dell'ex brigatista che percepiva il Reddito di cittadinanza. In quel caso l'audit si è concluso ma non è questa la sede per discuterne. In alcuni casi abbiamo scoperto gli autori, per altri è più difficile. Vogliamo garantire la massima trasparenza, come anche in questa occasione. Siamo al servizio del Paese - ha sottolineato - Abbiamo migliorato del 22% nel primo semestre la nostra produttività, lo smartworking ci ha permesso di evadere molte giacenze».

Sotto verifica. Il presidente Inps rivela quindi che sono ben 40 mila i nomi sotto verifica: professionisti e semplici cittadini. È l'Italia dei furbetti che ha messo le mani sul bonus e che - probabilmente - dovrà restituirne almeno una parte. Circa le modalità di compilazione della domanda per richiedere il bonus da 600 euro per autonomi e partite Iva, il presidente dell'Inps ha fatto sapere che si tratta di una partica "molto semplice, concepita per essere completata in due minuti".  "Ieri abbiamo inviato una nota al Garante della Privacy proprio per sapere come trattare questi dati: valuteremo insieme al Garante se dare i nomi dei due parlamentari (che si aggiungono alla lista, ndr) a cui è stato rifiutato il bonus". 

Il recupero. "Sono amareggiato per questa vicenda, l'Inps è la vittima, non il carnefice - ha dichiarato - Non abbiamo fatto una caccia alle streghe ma solo incrociato gli open date della Camera e del Senato con quelli delle richieste del bonus. Si verificherà poi se ci dovrà essere recupero indebito, l'azione è aperta e tuttora in corso. Si tratta di una pratica che l'Istituto adotta spesso". Tridico ha fatto sapere che "il 30 maggio il Cda è stato informato della notizia ma non dei nomi". Sulla questione dei nomi abbiamo interrogato direttamente il Garante, è partita la lettera ieri e se, attraverso la presidenza, ci fa pervenire una richiesta formale, sulla base di quella richiesta valuteremo insieme al Garante l'opportunità di dare i due nomi" dei due deputati che avrebbero chiesto ma non ottenuto il bonus Covid.

Il bonus è stato rifiutato" ad altri due parlamentari che lo hanno richiesto "perchè presenti in altre gestioni previdenziali".  

Lo tsunami. "Immaginate un'autostrada costruita per viaggiare in modo ordinario nei giorni feriali e poi arriva uno tsunami di macchine che cercano di infilarsi. La coda è necessaria, è fisiologica". Ha usato questa similitudine Tridico, per spiegare i ritardi nell'erogazione della Cig sottolineando però che "nonostante questo l'istituto ha pagato 13 milioni di prestazione di cig a oltre 6 milioni di lavoratori".

Tridico ha ammesso che "i tempi per la Cig sono stati piu' lunghi, ma - ha detto - ricordo a tutti che ordinariamente la Cassa integrazione viene pagata in diversi mesi. È fatta con una procedura che non è come il bonus ma è una richiesta di autorizzazione di risorse, alla quale l'Inps risponde sì o no. Sono i tempi tecnici per espletare il processo della Cassa integrazione.

E ha aggiunto: "L'esigenza era pagare, l'Inps nel frattempo era occupato a pagare, non a recuperare gli indebiti che in genere, nell'istituto, sono molto molto storici. Ma faremo tanti riesami, c'è una lista di 40 mila persone, che non sono politici ma cittadini normali, che necessitano approfondimenti e forse il recupero".

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