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Bonus, ecco chi sono i due leghisti e il grillino

Bonus partite Iva
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Sono presi di mira sui loro social Andrea Dara ed Elena Morelli, i due deputati della Lega che hanno fatto outing e che secondo quanto dichiarato dal capogruppo della Lega alla Camera Molinari sono sospesi. Pioggia di commenti denigratori e anche insulti sotto i loro post Facebook. La Lega ha cosi anticipato l'audizione di Tridico, il presidente Inps, che sarà sentito domani a in Commissione alla Camera e che dovrebbe quindi svelare tutti i nomi.  Olte ai tre leghisti c'è anche il pentastellato Marco Rizzone, della Commissione Attività Produttive, come ha svelato lo stesso capo reggente del M5S Vito Crimi che lo ha deferito ai probiviri chiedendo che sia applicata "la massima severità" nel giudizio.

Audizione. Oggi intanto dalle 12 in Commissione Lavoro alla Camera sarà ascoltato in audizione il presidente dell'Inps Tridico. Probabilmente consegnerà la lista dei duemila politici che hanno chiesto e ricevuto i 600 euro del bonus partite Iva, dai parlamentari ai governatori, ai sindaci ai consiglieri regionali e provinciali. Qui il link per seguire la diretta.

I consiglieri. Il fronte dei consiglieri regionali si allarga. Sono leghisti sette consiglieri che hanno percepito il bonus. In tutto i nomi saranno duemila ma, mentre per i sindaci e i consiglieri di piccoli comuni non è giustificato perchè non percepiscono compensi tali da "vivere di politica", altro discorso è per i consiglieri regionali che possono intascare anche più di ciecimila euro di stipendio. Matteo Salvini è stato chiaro: "Chiunque ha preso il bonus sia sospeso e in caso di elezioni imminenti non ricandidato". Dei nove finora individuati, infatti, sette sono della Lega distribuiti in quattro Regioni. Uno è del Pd, l'altro di Forza Italia. I leghisti sono così ripartiti: tre in Veneto, due in Piemonte, uno in Emilia Romagna e uno in Liguria. Resta in dubbio il consigliere regionale lombardo della Val Brembana Alex Galizzi, che al Corriere di Bergamo dice di non ricordarsi né di aver chiesto il bonus né di averlo preso (mentre gli altri colleghi lombardi del Carroccio negano). Il consigliere dem è piemontese, mentre quello forzista è friulano. Quello di Fdi è del Lazio. E, come era stat previsto, stanno emergendo veleni tra le varie fazioni, come il braccio destro di Zaia, Gianluca Forcolin, sospeso che accusa FOntana "di essere ancora là e non dimesso". 

Beneficenza. In Piemonte il consigliere democratico Diego Sarno  parla di "un errore di sottovalutazione". In un post su Facebook scrive: "La mia compagna fa questo di lavoro da sempre gestisce la contabilità riguardante la mia attività professionale. Durante il lockdown, per provare diverse procedure ha usato la sua partita Iva e anche la mia (avendone due tipologie diverse) così da essere pronta per assolvere senza errori e con una maggiore velocità le molte procedure gestite per i clienti dello studio nel quale lavora". Una "prova" per testare il funzionamento del sistema. Per "espiare" la sua colpa, Sarno annuncia che devolverà sei mesi di stipendio ai lavoratori danneggiati dal coronavirus.

La privacy. "In relazione alla vicenda del bonus Covid partite Iva, il Garante per la protezione dei dati personali questa mattina ha inviato una richiesta di informazioni all'Inps e ha aperto una istruttoria in ordine alla metodologia seguita dall'Istituto rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie al riguardo diffuse". L'ultima, in ordine temporale, puntata della vicenda bonus la scrive il Garante della Privacy che con questa istruttoria chiede all'Inps di conoscere, in particolare: quale sia la base giuridica del trattamento effettuato sui dati personali dei soggetti interessati; l'origine e tipi di dati personali trattati, riferiti alla carica di parlamentare e amministratore locale e regionale; le modalità con cui è stato effettuato il trattamento, con specifico riguardo all'operazione di "raffronto" dei dati personali dei soggetti richiedenti o beneficiari del bonus, con quelli riferiti alla carica di parlamentare e amministratore locale e regionale; l'ambito del trattamento ed eventuali comunicazioni a terzi di tali dati.
 

Passi indietro. Sul versante politico, poi, continuano i passi indietro. Ubaldo Bocci ha lasciato il ruolo di coordinatore del centrodestra nel Consiglio comunale di Firenze. L'esponente civico, candidato per Lega, Fdi e Forza Italia nel 2019 contro il sindaco Dario Nardella, che lo sconfisse al primo turno, ha preso la decisione di rimettere il mandato di coordinatore del centrodestra in seguito alle polemiche scoppiate dopo che ha rivelato di aver ottenuto per due volte il bonus Inps da 600 euro per "provocazione", per far capire che la legge era sbagliata, e poi ha girato quei soldi in beneficenza a due associazioni che si occupano di disabili e poveri. "Mi rendo conto di creare disagio per i partiti del centrodestra, per questo faccio un passo indietro", spiega Bocci al Corriere Fiorentino. "Se sono un elemento di disagio - mi piacerebbe però si discutesse anche se è giusto o sbagliato - rimetto il mio mandato ai partiti del centrodestra, lo dico con spirito di servizio", aggiunge ribadendo di aver mostrato i bonifici per devolvere i soldi in beneficenza, "che ho fatto ben prima che scoppiasse il caso dei parlamentari che hanno chiesto il bonus".

Il sindaco. Tra i nomi "di giornata", spunta quello del sindaco di Campobasso, Roberto Gravina (M5s). "Mi spiace che si sia ingenerato un problema che a mio avviso non è equiparabile a quello che è accaduto - ha spiegato a un'agenzia di stampa al telefono - semplicemente perchè l'erogazione da parte della Cassa forense viene riconosciuta a chi ha dimostrato di aver avuto un calo del fatturato. Io non vivo di politica, faccio l'avvocato, ma quella erogazione l'ho immediatamente devoluta al fondo del Comune attraverso un bonifico. La seconda - ha aggiunto - sinceramente non me l'aspettavo, ma sottolineo di averle donate entrambe al Comune". 

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