Meteo
 


Fatti&Storie

Quei bordelli "off limits" per i soldati Alleati

ROMA In diverse città italiane via via raggiunte dall’avanzata degli Alleati tra il 1943 e il 1945 durante la Seconda guerra mondiale, in particolare nei centri portuali, furono dipinti o stampigliati sui muri con tecnica stencil - e talvolta disegnati su striscioni appesi in strada - dei simboli formati da una X nera all’interno di un cerchio dello stesso colore su fondo bianco. Erano accompagnati dalla scritta: “Out of bounds (off-limits)”. Costituivano la segnalazione di un confine da non oltrepassare tassativamente. Spesso c’era anche la specifica dei destinatari del divieto (“to all allied troops”, “for all ranks”, “to all military personnel and civilians”) o con riferimenti territoriali (da “this building off limits” - in caso di un singolo edificio pericolante - a “this street”, fino ad “all area” e “town” per intere città chiuse). Più raramente, con indicazioni temporali degli orari di vigenza, sulla falsariga delle disposizioni applicate per il coprifuoco (“from 18:00 hrs to 6:00 hrs”).

Le inquietanti X nere

Da cosa dovevano mettere in guardia queste inquietanti X nere? Abbiamo accennato a situazioni contingenti, come il pericolo di crolli degli immobili bombardati o - nel caso di Molfetta - per segnalare, durante i combattimenti strada per strada, le aree ancora a rischio per la possibile presenza di soldati nemici tedeschi. Nella gran parte dei casi, però, la scritta “Out of bounds (off-limits)” apposta in modo sistematico e duraturo dalla Polizia militare alleata, mirava a tenere alla larga le truppe (soprattutto i giovani marinai) - che spesso e volentieri erano in cerca di svago e conforto - dal perimetro delle seducenti e insidiose “zone grigie” del crimine presenti in città costiere come Bari, Napoli, Anzio, Livorno, Genova e Trieste.

Alla larga dai bassifondi

Rioni e vicoli dei bassifondi - come quelli di Bari vecchia o i caruggi genovesi - dove “albergavano” la fame, la violenza, le truffe e i furti, il malaffare, il mercato nero e la prostituzione, che avrebbero potuto facilmente irretire e inghiottire i soldati anglo-americani. Così, nei ricordi di alcuni testimoni, le X nere sono diventate sinonimo dei quartieri “a luci rosse” delle case chiuse (come nel caso dei “bordelli” della Città Vecchia bassa di Trieste e di quelli di Modena). Ma ciò è vero solo in parte (quando scatterà l’emergenza sanitaria per il picco di diffusione delle malattie veneree fra le truppe Alleate), perché in realtà l’indicazione “Off limits” fu posta anche agli ingressi di alcuni ristoranti o altri locali pubblici (è il caso di Arezzo, Bologna e Trieste) con una duplice valenza: o per salvaguardare i locali di rango dalla frequentazione della soldataglia o come sorta di “Daspo” ante litteram per le bettole dove si erano verificate risse o ubriacature moleste con il coinvolgimento di militari.

Una "cintura sanitaria"

Come abbiamo accennato, in alcune situazioni la segnalazione “Out of bounds” fu applicata dalle autorità Alleate in funzione di vera e propria “cintura sanitaria”. Non soltanto per le malattie veneree, ma per cercare di contenere la massiccia diffusione dei focolai dell’epidemia di tifo (come nel caso di Napoli). Talvolta, dunque, intere cittadine furono messe al bando per le truppe. In generale le segnalazioni con la X nera rimasero in auge in diverse città per lungo tempo, sino al dopoguerra inoltrato, quando le truppe Alleate erano ancora ben presenti in Italia e non mancavano gli “incidenti” legati alla stretta convivenza tra popolazioni locali e militari. Seppure sbiadite, molte di quelle scritte di avvertimento sono ancora oggi al loro posto. È da segnalare, infine, uno specifico cartello di “Off limits” che veniva utilizzato per la salvaguardia di monumenti e siti storici, con l’indicazione: “Trespassing on or removal of any materials or articles from these premises is strictly forbidden”. Ovvero il divieto assoluto - sia per i militari che per i civili - di oltrepassare lo sbarramento e di asportare oggetti e reperti.

LORENZO GRASSI

Fatti&Storie