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Addio a Sergio Zavoli maestro della televisione italiana

ZAVOLI

ROMA Della morte disse una volta: "La disgrazia più grande sarebbe andarmene senza accorgermene". Sergio Zavoli, tra le figure più importanti del giornalismo italiano, è morto a Roma all'età di 96 anni. Nella sua lunga vita ha innovato il linguaggio radiotelevisivo con trasmissioni che hanno fatto storia, come "Processo alla tappa" del 1962 e la "Notte della Repubblica", nel 1989.

Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, si trasferì con la sua famiglia a Rimini, dove inizio la sua carriera di giornalista e cronista. Sua prima "invenzione" fu il giornale parlato: nel centro della città sulle rive dell'adriatico raccontava i fatti principali attraverso un megafono. E a Rimini strinse amicizia con uno dei suoi cittadini più illustri, allora giovanissimo come lui: Federico Fellini. Con il regista il rapporto fu sempre strettissimo. Ogni mattina si telefonavano per raccontarsi di tutto, a cominciare dai loro sogni.

Nel 1948 Zavoli approdò in Rai, come radiocronista sportivo. Serio, competente ed estremamente colto, lascio il segno anche sul piccolo schermo. Per la Rai realizzò infatti il "Processo alla Tappa": il Giro d'Italia, allora popolarissimo veniva raccontato e commentato assieme a personalità e intellettuali di grande spessore. Ospiti come Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia mostravano passione per il ciclismo così come le classi popolari. Fu un successo enorme.

Fu poi la volta di "Nascita di una dittatura", realizzata 50 anni dopo l'instaurazione del regime fascista e del ventennio. Preparata con cura quattro anni prima della sua messa in onda, diede voce con grande equilibrio a tutti i protagonisti di quella fase storica, dalla vedova di Mussolini, al comunista dissidente Amadeo Bordiga.

La figura autorevole di Zavoli si impose anche nel suo ruolo di presidente della Rai, dal 1980 al 1986, e poi  di presidente della Commissione di Vigilanza della Tv di Stato, dal 2009 al 2013.

Cattolico di formazione ma convinto socialista, fu eletto più volte senatore. Una fibra forte quella di Zavoli, che non si piego nemmeno quando nel 2012, fu rapinato e picchiato nella sua villa di Monteporzio Catone.

 

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