Meteo
 


Fatti&Storie

Migranti, ancora arrivi Decreto, modifiche traballano

Migranti

Otto approdi nella notte, tutti a Lampedusa e una vera e propria rivolta con fuga a Ragusa. Diventa sempre più tesa la situazione sul fronte migranti. Sull’isola di Lampedusa sono arrivate 250 persone nella notte tra venerdì e sabato che fanno nuovamente impennare il numero degli ospiti nell’hotspot di contrada Imbriacola e contemporaneamente la temperatura all’interno del dibattito politico. Sono 950 i migranti stipati ora nel centro, a fronte della capienza massima di 95 persone. Tanto che il sindaco di Lampedusa, fin dalle prime luci del giorno, ha lanciato l’ennesimo appello affinchè il sito possa essere svuotato il prima possibile. «Non capisco perché nel 2011, quando c’erano meno sbarchi, fu dichiarata l’emergenza – ha detto – mentre oggi no. Il centro sta esplodendo», dichiara gettando il tema senza mezze parole al governo.

Nel frattempo nel pomeriggio di oggi ventotto migranti sono fuggiti dal centro di Contrata Cifali, a Ragusa, dove erano stati trasferiti in 117, tra i quali 6 positivi al Covid-19. Nel tentativo di arginare la fuga, un carabiniere è rimasto ferito. Il centro che ospita i migranti era nato come centro di ricerca del settore agricolo. Su tutti, ha tuonato Ruggero Razza, assessore alla Salute della Regione Sicilia: «Stiamo accendendo i riflettori su questa vicenda e lo stiamo facendo perché il sistema sanitario regionale si sta levando la vita, medici infermieri, il personale delle Usca, laboratori analisi, pretendiamo rispetto e adesione ai protocolli sanitari».

“Più controlli”. A parlare, sulle colonne del Corriere della Sera, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese promettendo il pugno duro. «Garantiremo la tutela della salute pubblica delle nostre comunità locali ma i migranti economici sappiano che non c’è alcuna possibilità di regolarizzazione per chi è giunto in Italia dopo l’8 marzo 2020».

Un’intervista in cui il tema è stato sviscerato dando la linea al dibattito. «In questo mese di luglio – ha spiegato – ha influito la crisi economica senza precedenti che sta producendo un numero eccezionale dipartenze dalla Tunisia per poi proseguire il viaggio in Europa». Ma non può essere, spiega, un buon motivo per portare masse di disperati sull’altra sponda del Mediterraneo.

Qualche giorno fa la ministra ha incontrato il presidente tunisino Kais Saied e il suo omologo Hichem Mechichi. «Abbiamo concordato per agosto un incremento di rimpatri sui voli bisettimanali già riattivati il 16 luglio dopo lo stop imposto dal lockdown».

Più rimpatri e meno arrivi: questi gli obiettivi dei tentativi diplomatici in corso. Altro tema spinoso è dovuto ai “no” degli enti locali ad ospitare i migranti in quarantena.  «Tutti i migranti che sbarcano – sostiene la Lamorgese – sulle nostre coste sono sottoposti al test sierologico e al tampone. La quarantena è obbligatoria per tutti, ma prima di trovare posti dedicati il Viminale deve affrontare mille “no” che arrivano da comuni e Regioni».

Il tutto mentre la mediazione sulle modifiche al decreto Sicurezza a tratti traballa. Soltanto ieri Matteo Orfini, deputato Pd sempre in prima linea sul tema, ha bocciato l’accordo di maggioranza mentre oggi Graziano Delrio, capogruppo alla Camera, annuncia una serie di verifiche e di confronti con gli enti locali che dovrebbero suggellare tale accordo. Solo a valle di questo percorso dovrebbe poi nascere il testo legislativo. Ma sia i dettagli delle modifiche sia il tipo di intervento che si sta prospettando sul testo originario, sono ancora avvolti dal fumo. Un tema, mille fronti aperti. L’estate – caldissima – è appena iniziata.

Articoli Correlati
Fatti&Storie
Bonus partite Iva