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Il morbillo fa strage di balene e delfini

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Non solo gli umani sono minacciati da un virus pandemico. Anche i cetacei oltre all'intervento dell'uomo devono temere un invisibile killer dal nome familiare: un'epidemia di morbillo sta mettendo in grave pericolo diverse specie di giganti del mare. Secondo un rapporto di Greenpeace, diffuso oggi nella giornata mondiale dei cetacei, cinque dei sei capodogli analizzati spiaggiati nell’estate 2019, sono risultati positivi al virus.  Già in passato di erano verificate epidemie che però avevano riguardato solo le stenelle, un tipo di delfini. A mettere in allarme è che si sta verificando per questo virus, proprio come per quello della SARS e del Covid19, l’effetto spillover ovvero il “salto di specie”, arrivando fino a specie anche lontane come lontre di fiume e foche.  Secondo gli esperti citati da Greenpeace c'è una chiara correlazione tra degrado ambientale e diffusione del virus. «La vulnerabilità dei cetacei a un virus dipende anche dallo stress causato da un ambiente malato, l'uomo è quindi complice di questa epidemia È fondamentale per la loro e la nostra salute proteggerli. Non c’è salute in un pianeta malato, e per loro non vi è futuro in un mare malato» dichiara Giorgia Monti, della campagna Mare di Greenpeace.

Ma il principale responsabile della morte e dello spiaggiamento degli animali resta l'uomo: un quarto dei cetacei analizzati spiaggiati lungo le nostre coste negli ultimi anni è morto per cause imputabili all’uomo, in particolare interazioni con attività di pesca, l’intrappolamento nelle reti, che sempre più spesso si trovano abbandonate in mare ma anche l’uso di reti illegali, come le spadare, che nei giorni scorsi hanno intrappolato ben due capodogli al largo delle Eolie.

In soli sette mesi, a cavallo tra il 2018 e 2019, sono morti ben 26 capodogli nel Mediterraneo occidentale, di cui 16 solo sulle coste italiane. Parliamo di un gravissimo colpo per una popolazione che in Mediterraneo è stimata in circa duemila esemplari. Per tutelare questi animali servono aree protette dove limitare l’impatto dell’uomo. In Italia dal 1999 è stato istituito il Santuario dei Cetacei, ma ad oggi nulla è stato fatto per tutelare davvero l’area.  

 

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